.

SECONDO CIRCOLO DIDATTICO
di Montecchio Maggiore

 

....

Montecchio Maggiore, lì 22 febbraio 2002

LEGGE DELEGA DI RIFORMA SCOLASTICA VARATA DAL CONSIGLIO DEI MINISTRI

IL 7 FEBBRAIO 2002

COMMENTO a cura del Dirigente scolastico dott.ssa Iole Antonella Frighetto

> > > > > > > > >

 

PROPOSTA DI LEGGE DELEGA ESAMINATA DAL CONSIGLIO DEI MINISTRI

 

DELEGA AL GOVERNO PER LA DEFINIZIONE DELLE NORME GENERALI SULL'ISTRUZIONE E DEI LIVELLI ESSENZIALI DELLE PRESTAZIONI IN MATERIA D'ISTRUZIONE E DI FORMAZIONE PROFESSIONALE

 

 

ART 1 COMMA 1

LA LEGGE DELEGA PREVEDE CHE IL GOVERNA DEBBA EMANARE ENTRO 24 MESI UNO O PIU' DECRETI LEGISLATIVI PER LA RIFORMA SCOLASTICA

Principi che si vogliono rispettare:

  • Crescita e valorizzazione della persona umana
  • Ritmi dell'età evolutiva
  • Differenze ed identità di ciascuno
  • Scelte educative della famiglia
  • Cooperazione scuola -genitori
  • Principi della Costituzione

 

Art 1 comma 2

Per l'emanazione dei DD.ll.vi è previsto acquisire il parere di:

  • Conferenza unificata
  • Commissione della Camera sull'istruzione
  • Commissione del Senato sull'istruzione

Art 1 comma 3

Entro 90 giorni dall'entrata in vigore della legge delega il Ministro IUR predispone un piano programmatico d'interventi per :

  • la riforma dei vari ordinamenti delle scuole;
  • l'istituzione del Servizio Nazionale di Valutazione del Sistema Scolastico
  • sviluppo tecnologie didattiche
  • valorizzazione professionale dei docenti
  • iniziative di formazione iniziale e continua dei docenti
  • rimborso spese d'autoaggiornamento sostenute dai docenti
  • valorizzazione del personale ATA
  • interventi contro la dispersione e la realizzazione dei diritti e doveri d'istruzione e formazione
  • sviluppo della FIS e l'educazione degli adulti
  • adeguamento delle strutture di edilizia scolastica.

Art 2

Comma 1

Vengono indicati i criteri direttivi per la definizione del sistema educativo d'istruzione:

 

  • promozione dell'apprendimento in tutto l'arco della vita
  • offerta a tutti di pari opportunità per il raggiungimento di elevati livelli culturali e di sviluppare conoscenze e abilità specifiche per l'inserimento nella vita sociale e nel mondo del lavoro
  • sviluppo della coscienza storica e formazione spirituale e morale
  • diritto - dovere all'istruzione e alla formazione per almeno 12 anni, sino al conseguimento di una qualifica entro i 18 anni d'età
  • integrazione delle persone in situazione d'handicap
  • sistema educativo d'istruzione è così formato

 

scuola dell'infanzia

primo ciclo (scuola primaria e scuola secondaria di primo grado)

 

secondo ciclo (sistema dei licei e sistema dell'istruzione e della formazione professionale)

 

  • LA SCUOLA DELL'INFANZIA
  • Dura tre anni
  • Possono iscriversi i bambini e le bambine che compiono tre anni d'età entro il 30 aprile dell'anno sco.co di riferimento
  • Promuove lo sviluppo cognitivo, sociale e psicomotorio, l'autonomia, la creatività le pari opportunità
  • Concorre alla formazione integrale dei B.

 

  • IL PRIMO CICLO D'ISTRUZIONE

 

È COSTITUITO DALLA SCUOLA PRIMARIA DI DURATA DI CINQUE ANNI E DALLA SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO DI DURATA DI 3 ANNI

 

SCUOLA PRIMARIA

È articolata in un primo anno, che si raccorda con la scuola dell'infanzia e tende al raggiungimento delle strumentalità di base.

Poi ci sono due bienni didattici

Si possono iscrivere i bambini e le bambine che compiono sei anni d'età entro il 30 aprile dell'anno scolastico di riferimento.

PROMUOVE:

  • lo sviluppo della personalità
  • le conoscenze e le abilità di base
  • i mezzi espressivi
  • l'alfabetizzazione di almeno una lingua europea
  • l'alfabetizzazione nelle tecnologie informatiche
  • orientamento nello spazio e nel tempo
  • capacità relazionali
  • i principi fondamentali della convivenza civile

 

SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO

Dura tre anni ed è articolata in un biennio e in un terzo anno che assicura il raccordo con il secondo ciclo d'istruzione (la scuola superiore)

Ha le discipline di studio

E' finalizzata a:

  • crescita capacità autonome di studio
  • accrescere conoscenze ed abilità
  • alla sistematicità delle discipline
  • a rafforzare le attitudini d'interazione sociale
  • allo sviluppo delle capacità di scelta sulle base d'inclinazioni e di vocazioni
  • ad approfondire lo studio delle tecnologie informatiche
  • allo studio di una seconda lingua straniera

 

Il primo ciclo d'istruzione si conclude con un esame di stato, il cui superamento è fondamentale per l'accesso al secondo ciclo d'istruzione.

E' previsto anche un giudizio non vincolante per la successiva scelta d'istruzione e di formazione.

 

SECONDO CICLO D'ISTRUZIONE

E' costituito dal sistema dei licei e dal sistema d'istruzione e della formazione professionale

Il sistema dei licei comprende:

scientifico

classico

tecnologico

artistico

economico

linguistico

musicale

delle scienze umane

I licei hanno durata quinquennale e si concludono con un esame di Stato

Essenziale per l'accesso all'Università e all'Istruzione e formazione tecnica superiore

 

Anche la formazione professionale, di durata quadriennale, dà accesso all'Università, previa frequenza di un corso annuale apposito.

E' possibile cambiare indirizzo all'interno del sistema dei licei, mediante apposite iniziative didattiche……..E' possibile sospendere gli studi, ma la frequenza positiva di qualsiasi segmento di studi attribuisce dei crediti da spendere quando si decide di riprendere gli studi

 

I piani di studi prevedono una quota nazionale e una quota riservata alle Regioni.

ART 3 COMMA 1

LA VALUTAZIONE

 

  1. degli apprendimenti
  2. Si valutano gli apprendimenti e i comportamenti degli alunni e si certificano le competenze.

    Valutano i docenti della scuola in modo periodico e annuale e

    Valutano al termine dei vari cicli didattici, al fine del passaggio al periodo successivo.

     

  3. Del sistema d'istruzione e di formazione
  4. C'è l'Istituto Nazionale per la valutazione del Sistema d'Istruzione (INVASI) che effettua verifiche periodiche e sistematiche

    -sulle conoscenze e le abilità degli alunni

    -sulla qualità dell'offerta formativa delle istituzioni scolastiche e formative

     

  5. L'esame di Stato

Conclude il secondo ciclo d'istruzione, valuta le competenze acquisite dagli alunni e si svolge su prove predisposte e gestite dall'INVASI sulla base delle discipline d'insegnamento dell'ultimo anno e degli obiettivi d'apprendimento del corso

ART 4 COMMA 1

ALTERNANZA SCUOLA LAVORO

L'OBBLIGO SCOLASTICO è FINO AI QUINDICI ANNI

POI VI è L'OBBLIGO FORMATIVO, CHE SI REALIZZA ANCHE CON L'ALTERNANZA SCUOLA LAVORO

Vi sarà un decreto in tal senso emanato di concerto con il Ministro del Lavoro e delle politiche sociali e con il Ministro delle attività produttive.

ART 5 COMMA 1

FORMAZIONE DEGLI INSEGNANTI

 

C'è una formazione iniziale di durata e di pari dignità per tutti i docenti.

 

Poi c'è una formazione specialistica, con un esame finale che ha valore abilitante per uno o più insegnamenti individuati dai Decreti

 

Coloro che hanno la laurea specialistica devono svolgere specifiche attività di tirocinio, gestite da apposite strutture della Università con convenzioni con le scuole.

Le strutture sopraddette curano anche la formazione dei docenti in servizio che vogliono assumere funzioni di supporto, tutorato e coordinamento.

ART 6 COMMA 1

DISPOSIZIONI FINALI ED ATTUATIVE

 

Vanno adottati dei regolamenti, emanati sotto forma di decreti legislativi che provvedono a:

  • Nuclei essenziali dei piani di studio per gli obiettivi specifici d'apprendimento

Per le discipline ed attività della quota nazionale

Per gli orari

Per i limiti di flessibilità interni nell'organizzazione delle discipline

 

  • …..

COMMA 2

Il Ministro presenta ogni tre anni al Parlamento una relazione sul sistema educativo d'istruzione e di formazione professionale

COMMA 3

Dall'anno scolastico 2002/2003 possono iscriversi al primo anno della scuola dell'infanzia i bambini e le bambine che compiono tre anni entro il 28 febbraio dell'anno scolastico di riferimento e alla prima primaria i b. e le b. che compiono 6 anni entro il 28 febbraio dell'anno scolastico di riferimento.

Negli anni successivi il termine è fissato al 30 aprile.

COMMA 6

I decreti legislativi che comportano oneri aggiuntivi diventano attuativi nella misura in cui vi sono i finanziamenti dello Stato.

 

COMMENTO FINALE

 

E' IMPORTANTE CHE PARTA LA RIFORMA PER FAR USCIRE LA SCUOLA ITALIANA DAL GUADO IN CUI SI TROVA.

Le novità importante della riforma sono essenzialmente tre:

  1. il nome, perché si chiamerà scuola primaria e non più elementare
  2. la non novità della durata, perché sarà sempre di cinque anni e la sua autonomia ordinamentale
  3. l'entrata nella scuola primaria di alunni più giovani. Appena vi saranno le condizioni normative adeguate, verranno riaperte le iscrizioni alle prime classi per il 2002/2003, ma sarà importante che la Direzione Regionale, tramite i CSA provinciale ci assicurino tutte le risorse necessarie, soprattutto i docenti, per istituire di sicuro nuove sezioni di alunni.

 

ORGANIZZAZIONE MODULARE

 

Vi sarà un ringiovanimento della popolazione scolastica. Se adesso l'età media dei bambini che si siedono in classe è di 6 anni e due mesi, poi diventerà di 5 anni e 9 mesi. Ci sarà anche una fase di transizione in cui vi sarà una notevole differenza d'età tra alunni della stessa classe.

Dal punto di vista psicopedagogico i docenti dovranno tener conto dei diversi livelli di maturazione e d'autonomia, mettendo in atto procedure diverse.

Per quando riguarda l'organizzazione interna, questa sarà costituita da un monoennio iniziale e da due bienni didattici

1+ 2 + 2

Questo monoennio iniziale sposta l'attenzione sulla continuità con la scuola materna, con attenzione ai modi propri della scuola dell'infanzia e il raggiungimento delle condizioni strumentali di base e d'iniziale autonomia operativa e prelogica per l'avvio vero e proprio del percorso d'istruzione.

Come vedere queste scansioni.

Il dilemma sta sui curricoli: curricoli diversi?

Sulle presenze d'insegnanti diverse e tempi di lavoro differenziati?

Sulla valutazione biennale degli alunni, cioè una specie di scrutinio valutativo biennale per accertare livelli d'apprendimento e competenze acquisite in base a standard definiti dal sistema nazionale di valutazione. Dalla valutazione di ciascun periodo dipenderà il proseguo o meno del percorso scolastico di ciascun alunno.

 

 

 

.© 2000-2002 Novatec s.r.l. - tutti i diritti riservati