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Questa sera, il gruppo Amici del Bacchiglione presenta il pittore Felice Cosentino, in una serie di acquerelli dal titolo "Percorsi" vale a dire itinerari ecologici da lui frequentati sui Colli Berici. Lo stesso Cosentino ha scritto in breve e chiara sintesi la motivazione di questa sua fase creativa. Dice: "Ho voluto realizzare degli acquerelli che sono i luoghi, i Percorsi per ritrovare me stesso, i viali che quasi mi proteggono sulle fasce laterali e mi indicano l'infinito, le colline come mete per rinfrancare lo spirito e le architetture a cui mi avvicino con meraviglia". Vediamo dunque questi acquerelli come espressioni dell'arte moderna. Dopo la fine delle Avanguardie si percorre a ritroso il cammino dell'arte moderna e tutto ormai è moderno e qualunque cosa tu faccia è stato già fatto nel corso degli ultimi novant'anni. Giustamente l'arte contemporanea non si chiama più moderna ma postmoderna, definizione di scarso significato per una situazione transitoria, per cui credo giusto a proposito di Cosentino parlare di arte senza aggettivi, anche se sono inevitabili le risonanze di fenomeni storici come Surrealismo, Simbolismo e Romanticismo. Romanticismo è un termine sorto in opposizione a Classicismo nella seconda metà del 700 in letteratura e all'inizio dell'800 in pittura. Quanto classico indica regolare, ordinato, naturale, altrettanto romantico significa fantastico pittoresco, sentimentale, che tocca il cuore, con una immedesimazione dell'uomo nei fenomeni naturali. , L'anno scorso abbiamo visto a Trento la mostra della pittura romantica con i nomi più famosi da Piranesi a Courbet, da Constable a Turner a Corot, fino agli italiani Hayez, Morelli, Induno, Gigante e Massimo d'Azeglio e abbiamo visto quale importanza emotiva avessero nuvole, chiome d'alberi, onde, ruderi, naufragi e tempeste. Storicamente il Romanticismo ha date precise, ma spiritualmente non ha date, perché è sempre esistito nel senso di fantasia, emozione e passione. La pittura di Cosentino ci ha offerto lo smunto per una rievocazione storica, ma in conclusione questa si può dire arte senza aggettivi, arte di tutti i tempi, dove la natura è l'ispiratrice, che ci fa risalire alla gloria del Creatore. Allora osserviamo che Cosentino, nutrito di una cultura figurativa molto varia, ha fatto la sua scelta imparando da tutti, per maturare un concetto personale delle ragioni dell'esistenza da esprimere coi colori, in una sua misura e gusto di realismo stilizzato con abilità tecnica, che ottiene effetti speciali di evanescenze e di vastità spaziale, in una ricerca di poesia sentimentale, lirica, romantica ed ecologica. I Colli Berici sono un lembo d'Italia di rara bellezza, non meno delle colline dell'Umbria e delle Canarie. Osserviamo dunque questi dossi collinosi, queste vallette silenziose, questi sentieri erranti, erbe casolari alberi immersi in un'aura di serenità contemplativa, di tensione spirituale, di partecipazione al palpito terrestre, ove vibrano sensi d'amore e d'intimo gaudio, veramente rifugio ecologico e nostalgia di perduti paradisi terrestri, al di fuori dell'inquinamento aereo, acustico e morale. Salutiamo e onoriamo Felice Cosentino, amico gioviale d'impeccabile lealtà e artista serio, preparato e geniale, con auspici di un meritato riconoscimento della sua arte e della sua ricca umanità. |