| Lorena Busellato |
PRIMAVERA |
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libero da zavorre il canto, iniziatico segno di riconciliazione. Porto il peso ma con lo sguardo levitante sopra acque, terre in perfetta bilanciatura, in estasi sopra crocchi d'uomini sulle strade, sopra i tetti, come se in me la natura mutevole potesse placarsi in una continua caccia all'oltremondo (fin qui, il sogno).
ingombra. Staccarmi da ciò che ancora stringo, costa. C'è un volo possibile solo dopo, è il volo rinviato per carenza d'abbracci. E ho bisogno d'acquistare tinte primaverili, di contrasto e pace. Tenterò quell'azzurro pallido di nuvola, calibrando l'essere all'apparire. Cerco la pace col nemico interno, e che mi si lasci organizzare un tempo sereno. E' il dentro che non s'accorda, per una rabbia inesplosa, una risata che virò in sorriso. Si spacchi ogni mezza emozione e alla fine trafigga, purificandola, l'anima delle cose mie.
C'è bisogno d'infrangere la diplomazia che salva il velo al sentimento. E' una Kénosi necessaria. |