Lorena 
Busellato

PRIMAVERA

 

Rinnovo il mondo interiore,

libero da zavorre il canto,

iniziatico segno di riconciliazione.

Porto il peso ma con lo sguardo

levitante sopra acque, terre

in perfetta bilanciatura,

in estasi sopra crocchi d'uomini

sulle strade, sopra i tetti,

come se in me la natura mutevole

potesse placarsi in una continua

caccia all'oltremondo (fin qui, il sogno).

Il mio essere rotondo

ingombra. Staccarmi da ciò

che ancora stringo, costa.

C'è un volo possibile solo dopo,

è il volo rinviato per carenza

d'abbracci. E ho bisogno d'acquistare

tinte primaverili, di contrasto e pace.

Tenterò quell'azzurro pallido

di nuvola, calibrando l'essere all'apparire.

Cerco la pace col nemico interno,

e che mi si lasci organizzare un tempo sereno.

E' il dentro che non s'accorda, per una rabbia

inesplosa, una risata che virò in sorriso.

Si spacchi ogni mezza emozione e alla fine

trafigga, purificandola, l'anima delle cose mie.

C'è bisogno d'infrangere la diplomazia

che salva il velo al sentimento.

E' una Kénosi necessaria.