Lorena 
Busellato

Da SCARAMANTICO, pro manoscritto,
edizioni Amici del Bacchiglione, 1988

 

 

Di marzo

il viola evocativo

e il sole come un sorriso

trattenuto

percepisco un calore

nell'aria forse slancio

di amicizia passeggera

Non mi fido

ma godo come le cose

toccate dalla luce

e divenute a un tratto chiare.

 


L'iride tua

sciolta da briglie

cascame di nuvole notturne

e il sole salmone

risalire il cielo

Tutta la vita č

sperpero e desiderio.


 

Infagottata nel sonno

al mattino

non oso schiudermi

se il sole non mi riscalda

di una consapevolezza speciale

se il sole non mi raggiunge e chiama

amata da te non mi sento e continuo

ovattata come una notte di neve

 

L'uomo che fa ritorno alla sua casa

avvolto di un manto e pallido di veglia

m'assomiglia

e il filo s'assottiglia che in altro secolo

mi fa vivere e in cittą diversa

Io qui rivivo quell'uomo del tormento

e tutte le comode cose come mi estraniano

da un possibile eroismo e ne sento il peso

non il privilegio.


 

Vedrai

del filo

d'erba

le malinconiche vibrazioni

Capisco lo spirito

nobile errabondo

Amo l'uomo che suona il violino

con viso sereno

ai passanti e indifferenti.

 

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