| Lorena Busellato |
Da SCARAMANTICO, pro
manoscritto, |
Di
marzo il
viola evocativo e
il sole come un sorriso trattenuto percepisco
un calore nell'aria
forse slancio di
amicizia passeggera Non
mi fido ma
godo come le cose toccate
dalla luce e divenute a un tratto chiare. L'iride
tua sciolta
da briglie cascame
di nuvole notturne e
il sole salmone risalire
il cielo Tutta
la vita č sperpero e desiderio.
Infagottata
nel sonno al
mattino non
oso schiudermi se
il sole non mi riscalda di
una consapevolezza speciale se
il sole non mi raggiunge e chiama amata
da te non mi sento e continuo ovattata
come una notte di neve L'uomo
che fa ritorno alla sua casa avvolto
di un manto e pallido di veglia m'assomiglia e
il filo s'assottiglia che in altro secolo mi
fa vivere e in cittą diversa Io
qui rivivo quell'uomo del tormento e
tutte le comode cose come mi estraniano da
un possibile eroismo e ne sento il peso non il privilegio.
Vedrai del
filo d'erba le
malinconiche vibrazioni Capisco
lo spirito nobile
errabondo Amo
l'uomo che suona il violino con
viso sereno ai passanti e indifferenti.
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