Ai
"miei tempi" (vent'anni fa..), ricordo la sagra di
Pasqua e Pasquetta come un evento importante da non mancare.
Una marea di Montecchiani si riversava in piazza Marconi e vi
rimaneva compatta dal primo pomeriggio fino a notte, piccoli e grandi
si aggiravano tra le giostre e i "banchi" che occupavano
completamente via Roma fin attorno la fontana, con prodotti di
artigianato, ferramenteria di vario genere e gli immancabili
enormi cassoni di dischi e audiocassette. In disparte, l'onnipresente
marocchino trovava il suo angolo di marciapiede dove
stendere la stuoia con la modesta varietà di occhiali, orologi,
accendini, cassette pirata e cianfrusaglie varie, unica timida
avanguardia antesignano dei venditori stranieri.
Garantito,
nel giro di qualche oretta incontravi tutti:
parenti e amici e conoscenti e vicini di casa, tra una ciàcòla e
un saluto e una battuta veloce, il tempo ti passava che era un
piacere. Tornavi a casa stanco morto, con la testa
rintronata dal gran baccano, ma felice e soddisfatto. Gli
adulti con bambini avevano il loro còstiònare per tener buoni i
pargoli che piangevano e urlavano tirando la mano del genitore
intento a conversare con l'amico incontrato. I
ragazzotti tentavano gli abbordaggi alle ragazze approfittando del clima
euforico. I bociàsse tentavano di scroccare il giro gratis nelle
giostre. Una
enorme confusione, nella quale, tutti
protagonisti e spettatori al tempo stesso, ci si sentiva parte
attiva. Per ognuno, la sagra era qualcosa di personale.
Ho fatto anch'io il giretto
alle giostre quest'anno, e mi è parso di essere al centro del congresso ONU per le
minoranze linguistiche. A parte i gruppetti di adolescenti che si
spostano veloci da una parte all'altra della piazza, indaffarati per le
loro cose più che per le giostre e i pochi increduli
nostalgici alla ricerca di perduti ricordi, i presenti riproducevano il
mondo intero! Cinesi, pakistani, marocchini, ghanesi, arabi,
bengalesi, rumeni, albanesi, e chi più ne ha più ne metta! Una
vera Samarcanda. Ma cosa è successo???

Anche
i banchi dei venditori non sono più quelli di una volta. Su sei
presenti, sei facce scure d'oltre mare. Gli articoli sono più o meno
gli stessi (a parte il venditore africano di souvenir africani) ma dove
sono finiti i "piassarotti" di una volta?? Anche dal
baracchino dei panini e popcorn fanno capolino due belle facce,
tonde, simpatiche e sorridenti ....di giovani cinesi. Ma cosa è
successo??
La sagra di
Pasqua è forse segno premonitore dell'inevitabile futuro di Montecchio
(e dell'Italia)? E non possiamo farci niente se non rassegnarci
alla realtà del cambiamento?
O
forse i Montecchiani disertano la sagra perché non gradiscono gli stranieri, o
piuttosto sono gli stranieri frequentatori della sagra perché i Montecchiani l'hanno
abbandonata?
O magari la
causa è dovuta all'evoluzione dei divertimenti e della comunicazione
interpersonale presso i cittadini di Montecchio Maggiore?
Si avverte
forse la mancanza dell'indispensabile presenza di un adeguato
"stand gastronomico" fornito di luganeghe, crauti, poenta e
vin bon, che sparga a distanza i fumi aromatici e gli effluvi culinari
come avviene in tutte le sagre che si rispettino???
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Quali le risposte a tanto scottanti
quesiti?
Azzarda pure le tue
supposizioni, scrivendole sul FORUM
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..è davvero questo che
manca??
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