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La batteria di Baghdad è stata scoperta nei pressi di Baghdad fra i ruderi di un villaggio vecchio di 2000 anni, è costituita da un vaso di terraglia al cui interno è fissato un cilindro alto circa 10 cm. fatto di una lamina di rame saldato con una lega di 60 per cento di stagno ( simile alla lega per saldatura in uso ai giorni nostri). Sul fondo del cilindro è fissato un disco di rame, isolato con bitume. L'imboccatura del vaso è chiusa da un tappo, dal quale sporge un tondino di ferro che funge da elettrodo.
Un ingegnere americano, Willard F.M. Gray, costruì nel '40 un modello funzionante di questa pila. Lo riempì di solfato di rame come elettrolito e scoprì che esso produceva effettivamente corrente elettrica. Non è dato sapere quale elettrolito possa essere stato usato nel modello originale, ma si sa che sarebbe stato disponibile l'acido acetico o citrico. Presso il museo di Berlino sono conservati altri tre grandi vasi simili, uno contenente dieci cilindri di rame, un altro dieci tondini di metallo e l'ultimo contenente tappi di asfalto. Koenig, scopritore della prima pila, formulò l'ipotesi che le pile fossero state usate in un procedimento di placcatura d'oro di vasi ornamentali mediante galvanostegia anche su vasi di rame, riportati alla luce in Iraq, che risalivano al 2500 a.C. Battendo leggermente su questi vasi, dalla superficie si staccava una sottile patina bluastra, e ciò corrisponderebbe a uno strato placcato d'oro. Non è affatto da escludere che 2000 anni fa sia esistita nel Vicino Oriente la tecnologia necessaria per fabbricare e usare una pila capace di produrre una corrente continua, data la lunga storia di progressi nella metallurgia e nella chimica che precedette quel periodo. (liberamente tratto da "Almanacco Universale delle cose più strane e misteriose" A. Mondadori editore)
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