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Il sacrestano giardiniere Il sacrestano, rimboccatesi le maniche, si mette subito all'opera e, nel giro di qualche settimana, il terreno è ripulito e cominciano a sbocciare i primi fiori. A metà primavera è un giardino meraviglioso pieno di colori disposti con gusto e maestria. Il sacrestano passa le sue giornate nel nuovo giardino a lavorare, a sistemare, ad annaffiare, a zappare.... Il parroco è contento e soddisfatto, soprattutto per aver salvato quell'anima dal vizio. Tutto procede a meraviglia, finché un brutto giorno il parroco si avvede di una inquietante imprevista realtà che lo riempie di dubbi e sensi di colpa. Tutti i compaesani, passando per il centro paese, fanno tappa al giardino di Piero a compiacersi con lui. Il sacrestano trascorre le giornate tra le adulazioni ed i complimenti e, tutto gongolante, non gli par vero di essere diventato la celebrità del paese. Il parroco, preoccupato, pensa: "Ho tolto quest'uomo dal vizio dell'ozio e l'ho gettato nel vizio della superbia! Ohimè, cosa ho fatto! Lo chiamerò, gli farò un bel discorsetto, capirà, e cambierà atteggiamenti". Un mattino chiama il sacrestano e, con aria paterna gli dice: "Caro Piero, tu sei molto bravo, hai fatto un gran bel lavoro in questo giardino, tuttavia, il merito non è tutto tuo.... Devi dirlo che non sei il solo a lavorare qui, che l'opera principale è di qualcun'altro....". Piero lo segue perplesso. Il parroco, alzando gli occhi verso il cielo, continua: "E' il Signore che fa sbocciare i fiori, che fa sorgere il sole, che fa piovere.... Cosa faresti se non ci fosse la luce del sole, se la pioggia non bagnasse la terra.... Lo vedi che il Signore è l'autore principale del lavoro, dunque non è giusto che tu ti glori della bellezza di questo giardino. Il bravo Piero ci pensa un po' su, poi con calma: "E' vero che il Signore ha fatto la sua parte, però, caro signor parroco, si ricorda com'era prima il terreno pieno di rovi, erbacce e sassi, no..? Vede anche lei che il Signore, come giardiniere, non è che faccia proprio dei gran bei lavori!..." |
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