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Marzo 2001
Da
non meno di 15 anni, sento parlare con una certa enfasi di cellulite,
vedo trasmissioni televisive , leggo su riviste e giornali le più
disparate notizie su questo tema, sento negli ambiti sanitari e
parasanitari le più colorite definizioni. In realtà però poco di
tutto questo viene fatto in modo serio e circostanziato da rigore
scientifico e ricerca. Certamente
si tratta di un argomento sentito e discusso, che coinvolge con
interesse globale tutta la popolazione, poiché innanzitutto,
il problema non è soltanto femminile, ed in seconda istanza anche gli
uomini possono avere cellulite e comunque credo che qualsiasi uomo ci
tenga alchè la propria compagna sia portatrice di cellulite nella
quantità minima possibile. Dal
mio punto di vista, ritengo che il problema non debba mai essere
affrontato in forma univoca, poiché è difficile ritenere che
l’insorgenza di un problema così complesso sia di natura univoca.
Mi spiego, il problema della formazione di cellulite passa attraverso
tre fondamentali concetti, i quali troppo spesso non vengono
seriamente considerati importanti. Il
metabolismo di base
: la cilindrata del motore di cui ognuno dispone. Quanto ci metto a consumare le calorie ingerite durante l’evento
nutrizionale nell’intera giornata? Credo
non ci voglia tanto a capire il senso di questa affermazione,
un’auto di 500 di cilindrata, percorrerà con 50 litri di benzina
quasi 1000 kilometri, ma se noi i 50 litri di benzina, li mettiamo a
disposizione di un’auto che fa 3000 di cilindrata ho i miei dubbi
che si possano fare gli stessi kilometri che abbiamo percorso con la
500. Si capisce bene che la cilindrata del motore ha avuto
un’importanza rilevante, visto che l’alimento benzina era per
tutte e due le auto la stessa quantità. L’alimentazione.
Negli ultimi anni, sono apparsi selle tavole, alimenti i cui
ingredienti tutto sono, fuorché naturali e biologici, quindi
lentamente digeribili, in tempi non idonei. In
modo particolare mi riferisco agli alimenti che contengono additivi,
conservanti, coloranti, i quali ostacolano i processi di smaltimento,
gli alimenti fritti invece ristagnano a lungo nello stomaco, i grassi
animali in eccesso apportano troppe calorie, gli alcolici rallentano e
di non poco l’attività del fegato, i dolciumi in eccesso gli
zuccheri le merendine ( chimiche ), favoriscono gli squilibri
metabolici. Ad essere cattivo, uno studioso e ricercatore andrebbe
avanti all’infinito, basta pensare a quanto successo negli ultimi
mesi nel settore agro-alimentare. La
predisposizione ad una stasi
linfatica, supportata dal poco esercizio fisico che
nell’era moderna occupa uno spazio sempre minore nella giornata di
ognuno di noi. La sedentarietà prodotta dalle nuove attività
occupazionali, che si riconoscono certamente come momento evolutivo di
una società civile e che quindi condivido, ha rappresentato un evento
da contrastare con decisione al fine di non creare per i prossimi
decenni, una popolazione di persone rallentate nel loro metabolismo e
quindi portatrici di problematiche che tuttavia non sarebbero presenti
se un piano di informazione mirata e stimolazione all’attività
motoria non sarà pianificato, come momento sanitario di prevenzione. Alla
luce di questa triade di
concetti, vediamo ora di codificare e comprendere anche da un punto di
vista scientifico, il problema cercando per quanto possibile, alla
fine di questa ricerca, di fornire le più aggiornate e corrette
informazioni per fare fronte in modo serio ed accurato a questo
problema. MA
CHE COSA E’ LA CELLULITE ?? Una prima definizione potrebbe essere questa: la cellulite è una lenta alterazione che interessa il pannicolo adiposo a livello del derma-ipoderma, evolvente attraverso un iniziale degenerazione della sostanza fondamentale del tessuto connettivo, seguita da una degenerazione delle fibre collagene e frammentazione delle fibre elastiche ed esito finale in sclerosi di tipo cicatriziale. Secondo questa fonte scientifica da cui elaboro questa prima definizione, il processo si manifesta schematicamente in tre fasi. Nella prima fase, detta EDEMATOSA, un disturbo circolatorio e l’iniziale degenerazione della sostanza fondamentale determinano ritenzione idrica, con conseguente congestione, compromissione degli scambi metabolici e sofferenze dei tessuti. ( Problemi nel linfatico ). Compromissione degli scambi metabolici, significa che un processo naturale viene disturbato, potremmo dire annullato creando uno squilibrio funzionale a causa della eccessiva quantità idrica presente nei tessuti, e questo viene definito edema. Nella
seconda fase, detta FIBROSA, il tessuto connettivo, per effetto della
progressione dei disordini sopraddetti, va incontro ad una progressiva
alterazione delle sue caratteristiche e proprietà strutturali; si ha
così la degenerazione e la scomparsa delle fibre collagene,
frammentazione delle fibre elastiche; aumento della consistenza,
ipertrofia delle cellule adipose e formazione di micro-macronoduli.
La pelle assume l’aspetto “ a buccia d’arancia “. La
terza fase, detta SCLEROTICA, consiste in una vera e proprio
degenerazione fibro-sclerotica a carico del connettivo. Il tessuto sclero-cicatriziale
comprime tutte le strutture presenti nel derma-ipoderma con estrema
compromissione del microcircolo e disturbi del trofismo. La
cellulite deve ormai essere considerata una malattia multifattoriale
riconoscendo diverse concause, quali, ad esempio, il fumo, l’alcool,
cattive abitudini alimentari, disordini endocrini da abuso di farmaci
e contraccettivi, scarsa attività fisica, uso di indumenti troppo
stretti e calzature con tacchi alti, stress, carenza vitaminica e di
oligoelementi e minerali essenziali. In
ogni soggetto dopo i venti anni, la cellulite è spesso presente in
due o più stadi a seconda delle aree corporee interessate. Da
altre fonti e studi rilevo tuttavia una seconda chiave di lettura del
fenomeno che voglio esporre, con
il termine improprio di cellulite vengono identificate modificazioni
del pannicolo adiposo sottocutaneo a carattere prevalentemente
estetico, e ritenute prevalenti se non esclusive del sesso femminile,
localizzate selettivamente alla regione trocanterica e supero-laterale
delle coscie. Il termine è improprio in quanto in medicina il suffisso “ ite “ sta ad indicare un processo infiammatorio ( es, tonsillite. Infiammazione delle tonsille, otite: infiammazione dell’orecchio, ecc.), mentre in questo caso ci troviamo di fronte ad un processo degenerativo dei diversi strati della cute e delle strutture anatomiche ivi contenute. Il
termine medico attualmente ritenuto più idoneo a definire questa
patologia è Pannicolopatia-Edemato-Fibrosclerotica
( P.E.F.). che ben
evidenzia la sofferenza delle cellule adipose, determinata
dall’edema e dalla sclerosi delle fibre reticolari. In
base alle ricerche di numerosi studiosi, la cellulite viene ormai
compresa nel complesso dei sintomi legati alla stasi e/o insufficienza
venosa cronica. Il momento patogenetico fondamentale di
questa pannicolopatia è, quindi, rappresentato dall’alterata
permeabilità capillaro-venulare, con rallentamento
del flusso sanguigno a livello della micro circolazione distrettuale,
che potremmo per far meglio comprendere il concetto, definendola
circolazione linfatica. Per
meglio comprendere, l’alterata
permeabilità è quel fenomeno che si riscontra qualora dei
liquidi che naturalmente
dovrebbero essere contenuti nei vasi detti capillaro venulari, non
rimangono nella loro sede, ma bensì fuoriescono, disturbando così il
regolare flusso sanguigno della micro circolazione. Infatti un
impermeabile è tale fin tanto che riesce a proteggerci dall’acqua,
ma se l’acqua riesce a bagnarci probabilmente quell'impermeabile ha
perso le sue caratteristiche e quindi diviene permeabile
e non più impermeabile. Da
questa esposizione, si comprende quanto sia fondamentale ed utile il
massaggio D.L.M. o linfodrenaggio,
che deve essere applicato solamente da personale specializzato
e qualificato; ricordo che non si tratta di un massaggio
solo estetico come troppo spesso viene
“ venduto “, ma di una operazione terapeutico-sanitaria, e
quindi la sua efficacia è rappresentata dal fatto che l’effetto è
quello di ripristinare il funzionamento degli elementi di cui prima
facevano cenno, e cioè rimediare all’alterata
permeabilità e riaccelerare il flusso della
micro-circolazione linfatica. Realizzare ciò non significa
massaggiare al generico, ma veicolare con manovre appropriate e
aperture pianificate di particolari stazioni ( linfatiche ) la linfa,
nei distretti da cui poi il corpo la farà defluire nelle appropriate
sedi di depurazione o di espulsione. A
mio personale parere il disordine scientifico nella materia e
tantissimo, vediamo allora di approfondire questa seconda ipotesi di
valutazione della Pannicolopatia Edemato Fibrosclerotica. Dal
momento in cui è evidente l’insufficienza venosa cronica, il
processo evolve gradualmente, se non curato, attraverso diverse fasi (
STADI ). Stadio-
1 Edema:
l’alterata permeabilità della parete dei capillari provoca
la fuoriuscita del plasma, con conseguente ristagno ed accumulo nel
tessuto interstiziale posto tra le cellule adipose; se il processo non
viene arrestato, questo allagamento
interstiziale conduce a scompaginamento e dissociazione
delle cellule adipose, cui consegue rottura delle cellule stesse e
formazione di lacune. Stadio-
2 Ipertrofia
delle fibre reticolari: in condizioni normali, ogni cellula
adiposa è avvolta da una rete di fibre reticolari molto sottili; il
ripetersi del fenomeno dell’edema provoca un reazione di difesa da
parte di tali fibre, che reagiscono aumentando di numero ( iperplasia
) e di spessore ( ipertrofia
). Tutto ciò conduce ad un sovvertimento della normale struttura
globulare del tessuto adiposo, cui si aggiunge una dilatazione massiva
dei microvasi. Stadio-
3 Micronoduli:
a lungo andare, le fibre reticolari si trasformano in fibre
collagene; queste ultime tendono ad incapsulare
le cellule adipose degenerate con formazione di veri e propri
micronoduli, ovvero di una struttura nodulare rotondeggiante di
dimensioni microscopiche. Stadio-
4 Macronoduli:
quando più micronoduli si fondono tra loro, si ha la comparsa del
macronodulo, apprezzabile alla palpazione nella zona e doloroso
alla pressione. In
questo stadio si manifestano contemporaneamente i seguenti eventi;
scomparsa della tipica lobulazione delle cellule adipose, liposclerosi
diffusa, importanti alterazioni dei microvasi, fenomeni di atrofia
dell’epidermide e degli annessi ( es. peli ), sclerosi zonale del
derma con introflessioni dermiche ( pelle
a buccia d’arancia ).
LA
SOLUZIONE DEL PROBLEMA ? In primo luogo direi che considerato quanto visto nella precedente esposizione il problema va affrontato a 360°, cosa voglio dire: voglio dire che appare chiara una causa che è multifattoriale, il cui effetto è la comparsa del fenomeno cellulitico. Quindi se la causa era multifattoriale è presumibile che anche gli eventuali interventi atti al cercare il miglioramento se non il totale superamento del problema, devono considerare una multifattorialità. Prestare
quindi la massima attenzione nel momento in cui appaiono i primi segni
della malattia, cercando in tempi brevissimi di sottoporsi ad una
valutazione che ritengo molto più mirata qualora svolta da un Medico
Dermatologo più che da un Fisioterapista o un’Estetista. Mi
riferisco esplicitamente e solamente al massaggio Linfatico,
poiché esso rappresenta l’unica soluzione del problema, ed inoltre
ricordo che questo massaggio non può essere effettuato regolarmente
rispettando appieno lo stato dell’arte, da nessun macchinario, in
quanto il corpo di ogni individuo dispone di una forma e di una
sostanza a nessuno uguale, ciò significa che la macchina non conosce
e non potrà mai individuare con esattezza la posizione dei linfonodi
inguinali o altre stazioni linfatiche come invece in modo esatto, fa
la mano dell’operatore specializzato, e questo la dice lunga sulle
sciocchezze che vengono propinate e vendute a persone che eccedono di
fiducia. Chiarito
questo concetto vediamo ora di fare un ragionamento sulle possibilità
di intervenire in modo mirato, cercando il massimo risultato che
comunque sarà conseguito soltanto a fronte di un massivo impegno da
parte dell’interessato/a. Si
faceva cenno poch’anzi al problema della cilindrata del motore, il
quale deve consumare le calorie che durante il fenomeno nutrizionale
vengono ingerite nell’arco della giornata; non sono d’accordo
sul fatto che esasperate diete portino risultati eccellenti, troppo
sono gli esempi di chi ricorda molto male il periodo della dieta, e
ribadisce comunque che terminato il quale le cose sono tornate come
prima se non peggio di prima. Non trovo tanti studi medici che
sbandierano ai 4 venti eclatanti risultati nel tema obesità, anzi
ogni anno arrivano nuove proposte, nuovi prodotti a significare che la
ricerca non ha ancora trovate risposte adeguate alla soluzione del
problema soltanto affrontandolo da un punto di vista nutrizionale. La
mia proposta è quella quindi di associare l’impegno della persona,
a strategie operative mirate e che tengano conto dei mezzi e della
cultura che gli specialisti ben conoscono. Raramente
lo specialista ( colui il quale studia a fondo la materia e si
specializza anche attraverso studi e ricerche ), si esprime con
promesse impossibili, ben sapendo che proprio per la multifattorialità
gli imprevisti al progetto sono sempre dietro l’angolo. Sono
convinto che non si tratta solamente delle quantità, ma bisogna
valutare molto bene la qualità del cibo che ingeriamo, e l’igiene
di vita che svolge il soggetto interessato alla soluzione del
problema. Fattore
importante che va ribadito quando un soggetto si accorge di essere a
rischio, anche per una situazione definiamola strutturale, non si deve
limitare ad attivarsi per finalizzare il tutto al periodo estivo, e
cioè il periodo del bikini o del topless, ma lo deve fare per tutti i
12 mesi dell’anno, altrimenti la situazione anche da un punto di
vista psicologico non sarà delle migliori. E’
chiaro che continuare a fare qualcosa, spendere denari e vedere poi
che tutto scompare in poco tempo non è certamente un fatto positivo,
da qui la necessità di realizzare un progetto pianificato presso
centri o studi
specializzati ad affrontare il problema a 360°.
Eventuali
informazioni si possono richiedere all’autore di questa ricerca
studio: 0444-833418
Faedo@interplanet.it visita il sito "STUDIO ATTIVITA' MOTORIA" di G.Faedo
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