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Internet si fa strada... ma non troppo
Bilancio con luci e ombre per l’Italia in Internet: i navigatori italiani in rete hanno raggiunto la soglia dei 10 milioni (18,5% della popolazione). Questo dato da un lato conferma un forte ritardo tecnologico e culturale rispetto agli altri paesi industrializzati; gli Usa, patria di Internet, ci sovrastano con il 54% di abitanti collegati (148 milioni), seguono in Europa i paesi scandinavi (Danimarca, Svezia e Norvegia) con il 50% della popolazione collegato e l’Inghilterra con il 36%. Tuttavia, l’Italia recupera continuamente terreno: ogni 12 mesi, da tre anni a questa parte, gli utenti Internet raddoppiano di numero. Solamente il mercato della telefonia cellulare ha conosciuto, storicamente, una crescita così intensa. Lo strumento più usato è la posta elettronica: possedere un’indirizzo e-mail diventerà presto un’esigenza socialmente ritenuta irrinunciabile. I principali utilizzatori in Italia sono i giovani: il 44% sfrutta la rete per studiare, il 31% per "scaricare" musica e software. Tra gli adulti rimane una vasta fascia di analfabetismo digitale, dovuto, nella maggior parte dei casi, a pregiudizi e diffidenze nei confronti di questo nuovo strumento. Questo atteggiamento influenza in proporzione anche la classe dirigente. Proprio gli adulti in età lavorativa rischiano, quindi, di rimanere del tutto esclusi dall’uso di uno strumento ché, presto, diventerà indispensabile come il telefono o la televisione.
Massimo Terlizzo ("Fiamme d'Argento" 1/2001) |
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