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Pirateria
informatica
un modo diverso di considerare il problema
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Soprattutto le riviste di settore, ma anche giornali e televisioni, non perdono occasione per snocciolare i dati relativi alle presunte perdite dell'industria informatica a causa delle copiature illegali di software per pc. A sentire i risultati degli analisti, si direbbe che buona parte dei problemi di disoccupazione e degrado civile in Europa siano dovuti alla copiatura illegale del software ! Osservando i dati della tabella, risulta che i posti di lavoro "persi" ammontano a 200.000 mentre le perdite per l'industria sono di ben 7.200 miliardi. Ho provato a fare un conto: 7.200 miliardi (persi dalle industrie) diviso per 200.000 (mancati impiegati) risulta 36 milioni, cioè meno del costo annuale di un impiegato! Dicono che, se l'industria avesse venduto tutto il suo software originale, con i maggiori guadagni avrebbe assunto nuovi dipendenti, sarà vero? Considerando che, sempre dalle relazioni degli analisti, risulta che la maggior parte della pirateria riguarda prodotti Microsoft (non a caso tutte le azioni per contrastare la pirateria sono volute e finanziate dalla stessa), e considerando l'evidente capacità di Microsoft di produrre quantità maggiori di copie dei programmi semplicemente con l'aumento dei ritmi di produzione, non si capisce cosa li assumano a fare quei 200.000 che, in ogni caso, verrebbero a costare molto di più di quanto non sarebbe il maggiore guadagno generato dal surplus di vendite. Ancor meno si potrà comprendere come possa il sig. Gates rinunciare a qualche migliaio di miliardi in più per assumere migliaia di dipendenti se le copie di windows ed office escono ugualmente a raffica e senza problemi dalle fabbriche automatizzate. E' più scandaloso che qualcuno riesca ad accumulare capitali immensi vendendo milioni di esemplari di prodotti dal costo irrisorio (3/4000 lire considerando tutto) a prezzi tanto elevati da risultare per molti di difficile accesso (oltre 250.000 per windows oltre un milione per office)? Da tenere presente che tra le maggiori voci di spesa del software, non sono macchinari e impianti, bensì la pubblicità. Questo la dice lunga nel voler fare confronti con l'industria manifatturiera tradizionale. |
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Teniamo presente che quando qualcuno "compra" software illegale, normalmente non lo paga (altrimenti non ha senso prenderlo copiato), tutti i soldi "risparmiati" dagli utenti di software illegale, non finiscono nella stufa o sotto al mattone; semplicemente vanno spesi diversamente, per acquistare sedie, patate, pneumatici, lampade, ghiaia e chissà che altri beni. Se consideriamo che su tutte le merci vendute e acquistate (non soltanto il software...), il fisco applica le imposte, risulta che la sua perdita ammonta a zero lire! La sola differenza sta nel fatto che, buona parte di quei miliardi, invece di fermarsi nelle tasche di Gates, si sono dispersi in una miriade di negozi e aziende e questo a Bill non sta bene! Pur consapevoli del dovere di riconoscere un compenso per il creatore di un certo prodotto che utilizziamo e che ci rende un utile servizio, risulta mal sopportabile una situazione del genere in cui uno straricco si accanisce avidamente con minacce ed intimidazioni per raccogliere anche le briciole. |
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