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Israele, Europa e disastri incombenti Una considerazione ed un parallelo tra la situazione del mondo occidentale che sta visibilmente procedendo verso la rovina (corruzione, inquinamento, degrado dei costumi) e Israele assediato dai nemici. Il popolo di Israele è depositario di una promessa secondo la quale non si estinguerà in eterno. Stessa promessa alla cristianità in qualche modo identificabile (storicamente) con l'Europa. Gli Ebrei rappresentano una rarità nel panorama delle civiltà terrestri. Difficile trovare una etnia che, nonostante le traversie subite nei secoli, nonostante le ricorrenti deportazioni e i massacri, si sia mantenuta compatta ed omogenea sfidando il tempo come la stirpe di Israele. Nella storia ebraica, ogni qualvolta il popolo ha abbandonato la strada indicata da Dio per seguire le proprie inclinazioni e volontà di indipendenza (da Dio) è immancabilmente seguita la catastrofe, a cominciare dal tempo dell'esodo nel deserto fino ai nostri tempi. Oggi è considerata eresia blasfema che mina i buoni rapporti fra Vaticano e Israele ma, per molti (cristiani ovviamente), sotto sotto, gli ebrei di oggi subiscono ancora le conseguenze del rifiuto e dell'uccisione del Messia. Quasi venti secoli di oltraggi ed oppressione si sono conclusi con l'olocausto, la grande tribolazione che in qualche modo ha completato l'espiazione. Le avversità hanno rinvigorito lo spirito e la fiducia in Dio ed i frutti non si sono fatti attendere. Il ritorno nella terra promessa e le insperate vittorie sui nemici erano segni evidenti della presenza di Dio, ma, come i loro antichi padri, anche gli attuali israeliti hanno voltato le spalle al loro liberatore, riponendo le proprie speranze nella tecnologia, nella politica, nel potere del denaro, dedicandosi ai divertimenti piuttosto che alla sequela del loro Dio e così, per l'ennesima volta, assistiamo all'oltraggio di un popolo forte e ben equipaggiato in balia di una masnada di straccioni disorganizzati e privi di risorse. E non è ancora finita, nessuno sa cosa attende il futuro. L'Europa ha vissuto la sua storia "adagiata" nella cristianità che, nonostante gli alti e bassi, le ha garantito un'esistenza, tutto sommato, di progresso e crescita costante. Gli ultimi due secoli hanno rappresentato una svolta nella storia europea con il progressivo allontanamento dalla spiritualità e dalla fede. Le conseguenze negative non sono mancate, infatti, mai prima s'erano avuti eventi tanto catastrofici come le due guerre del ventesimo secolo. Nonostante gli eventi, dopo la breve pausa del dopoguerra in cui si è assistito ad un indubbio rifiorire delle pratiche religiose, ben presto la società europea (e italiana in particolar modo) è ripiombata nell'ateismo sfrenato e nell'idolatria. E le conseguenze non si faranno attendere. Sono in gestazione catastrofi immani che colpiranno a breve i popoli d'Europa. Le prime avvisaglie sono davanti ai nostri occhi. Dall'AIDS al terrorismo, dal morbo di mucca pazza all'inquinamento, senza dimenticare l'incubo di una catastrofe economica sempre incombente sulle nostre teste (consideriamo le "prove tecniche" dell'11 Settembre...) e le continue dichiarazioni di "autonomia" delle varie nazioni europee (nonostante l'ufficialità di Euro e compagnia). Le statue che piangono sangue sono un monito tremendo che dovrebbe farci tremare ed indurci ad abbandonare immediatamente la strada della perdizione che troppo allegramente stiamo percorrendo. Non possiamo dimenticare che in Ruanda si sono avuti questi stessi fenomeni prima della catastrofe, idem in Bosnia. Se adesso le vediamo in Italia, come illuderci che si tratti soltanto di folclore o scherzi di buontemponi? L.B. 08/03/02 |
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