NOTIZIE & COMMENTI

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Figli che uccidono i genitori
Sta diventando una "normalità" della cronaca attuale

 

Oggi (siamo a metà Marzo 2001) al tg delle 20 è successo un fatto davvero eccezionale: tra le tante notizie, tre riguardano fatti analoghi:  1^) liberato il giovane di Genova che un anno fa ha ucciso la madre; 2^) si è costituito il ragazzo di Napoli che la settimana scorsa ha ucciso la madre;  3^) trasferita ad un altro carcere la ragazza di Novi Ligure che un mese fa ha ucciso la madre e il fratellino.

Le tre notizie, inserite tra i disordini di piazza e i teppismi del "popolo di Seattle", la carenza d'acqua potabile, il prossimo impegno della nazionale con la Romania per le qualificazioni del mondiale, il caldo anomalo di questo inizio di Primavera ben 8 gradi sopra la media, sono passate quasi inosservate.

In effetti, lo scalpore suscitato dal duplice omicidio di Novi è dovuto più che altro ai ricami dei giornalisti sull'intricata vicenda che non dai sentimenti feriti di un popolo.   Per un mese, tutti i tg hanno calcato la mano sugli ambigui rapporti di complicità fra i due ragazzi coinvolti e sulla inconsueta figura del padre della ragazza, dimostratosi (o presentato) come l'unico elemento carico di un'umanità rara, nonostante oggi sembra sia diventata un'inutile vecchiume.   Se dalle notizie togliamo quel che riguarda le sofisticatissime indagini dei carabinieri, gli aspetti procedurali per le visite e gli interrogatori, i distaccati commenti dei coetanei e compaesani degli aggressori, le opinioni dei professori che non si capisce chi vadano ad accusare o a giustificare,  non resta nulla.   Pare che a nessuno interessi sapere il vero perché di questi fatti, nessuno si preoccupa di capire quali sono le vere cause che portano innocenti ragazzi a diventare efferati assassini.  Ma, quel che risulta più agghiacciante, a nessuno interessa prendere provvedimenti per evitare che i fatti si ripetano!

Siamo forse nella "normalità" famigliare?    L'omicidio della settimana scorsa ha avuto pochissimo spazio, unico particolare di suspance era dovuto alla volontà di suicidio espressa dal ragazzo che poi non ha messo in atto.   Giornali e tg si sono preoccupati di presentarlo come un povero depresso che ha ucciso la madre (depressa più di lui) quasi per una necessità, un favore, una sorta di eutanasia famigliare.   L'altro caso, che risale ad un anno fa, ha visto in questi giorni l'omicida scagionato da ogni addebito in quanto ha ucciso anche lui colto da un raptus, scatenato dalla paura che venissero scoperte le bugie che da anni raccontava sull'andamento scolastico.

Sono cambiati i tempi da quando il povero Pietro Maso, scoperto che pregustava tra le mani i soldi dell'eredità paterna, costretto invece dall'indignazione e dalla pressione di un'intera nazione, tra le sbarre del tribunale, a mostrarsi pentito e contrito, a chiedere pietà e perdono al mondo intero.   Allora il povero Pietro venne condannato ad una pena esemplare, sorelle e parenti a rincarare la dose, tutti gli gli altri a dire "ben ti stà!" e "mai più fatti di questo genere!".    Dibattiti ed approfondimenti di tutti i generi decretarono che la causa del male erano i soldi, forse il troppo lavoro dei genitori, sicuramente le ambizioni del ragazzo.  I soldi avevano deformato gli affetti, i valori, tuttavia venne dichiarato perfettamente cosciente di ciò che voleva fare, il suo comportamento, totalmente estraneo alla società, non era accettabile né ammissibile: un mostro da eliminare!

Da allora ne sono successe tante....    

Innocenti ragazze che seviziano e lentamente uccidono l'amica comune;  ragazzotti per bene che si divertono a bruciare bambine in riti improvvisati;  ragazzi che uccidono il coetaneo perché "non è rispettoso" col capobanda;  ragazze che uccidono la suora "per provare emozioni da brivido";  e avanti con l'elenco.

Ognuno dei fatti più crudi e atroci è immerso nella norma di violenze quotidiane alle quali non ci si fa più caso (furti e violenze minori sono in attesa della completa depenalizzazione...), ogni evento genera una abitudine che ci prepara al successivo, se non è più crudele, non suscita interesse.   La tivu ci abitua a sopportare tutto.    Ormai, se nel massacro non sono coinvolte decine di vittime, non è grave!    Quando ad ammazzarsi sono i famigliari tra di loro, si limitano ad interpellare lo psichiatra di turno, il quale, con naturale semplicità ci spiega con poche parole che, tutto sommato, non è successo niente di particolarmente grave: doveva succedere ed è successo.   Tanto ci basta e siamo tutti a posto, felici e contenti come prima.

Trattando i dati da un punto di vista epidemiologico, come fanno gli scienziati, davvero non è successo niente.  Cosa volete che sia per qualche centinaio o migliaio di morti ammazzati su una popolazione vivente di milioni di individui!    Le strade, l'alcool, la droga, gli incidenti sul lavoro, uccidono molto di più!

Con questo metodo "scientifico" adottato per affrontare i fatti più gravi che deturpano la vita sociale, rischiamo di rendere la società un ammasso informe di individui senza legami, da considerare soltanto come media.    Possibile che nessuno tra "quelli che contano" si accorga che la società sta cambiando in peggio e molto rapidamente?    Il "popolo" accetta supinamente questa situazione, si è adattato a seguire la televisione e senza opporre obiezione ne assorbe il verbo.   Se succedono questi fatti orrendi, se la società è immersa in uno stato di violenza e malversazione, la causa è da ricercarsi tra i cattivi maestri che imperversano incontrastati, primo tra tutti proprio lei, la televisione, pubblica e privata sono uguali, unica differenza il marchietto in basso a destra del video.

 

Meditate gente......  Meditate.

 

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