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Musulmani in ItaliaA proposito delle manifestazioni pro e contro l'insediamento delle moschee in Italia. Non considero che si debba rispettare la "par condicio": se nei paesi islamici sono ancora barbari non dobbiamo imitarli! Mi sembra tuttavia che si possano prendere in considerazione alcuni aspetti: 1. Se i musulmani vogliono la moschea per vivere la loro fede, nessun problema che la facciano. Non è giusto però che lo stato (regioni, province o comuni) gliela facciano e gratis. Se un parroco ha bisogno di un terreno per l’oratorio, nessun comune glielo regala. Perché bisogna farlo con i musulmani? 2. Come emigranti, noi italiani siamo stati ricevuti da moltissime nazioni. In ognuna di esse, abbiamo dovuto sottostare alle loro leggi. Non si capisce perché i musulmani vengono in Italia e pretendono cambiare le leggi per rispettare i dettami del Corano. Dopo tanti secoli la società si è liberata della teocrazia dei Papi ed ora si fa succube dell’"Allahcrazia" dell’islam! 3. Ho conosciuto famiglie di "esiliati politici" della Serbia ed altri dell’ex Jugoslavia. Lo stato continua a contribuire con 200.000 lire al mese. Conosco un caso (sicuramente non l’unico) di un musulmano serbo che manda a "carità" moglie e sei figlie e ha messo via un buon gruzzolo (precisamente 60 milioni ed un "involto" con oro). E lo stato, cieco, continua a pagargli il sussidio! Senza considerare poi che, se sono "rifugiati politici’, ora che in Jugoslavia non c’è più la dittatura, ben potrebbero farli tornare a casa loro, o trattarli come semplici immigrati! 4. Siamo arrivati, in Italia, all’estremo di rispettare le "minoranze" e non le "maggioranze". È sufficiente che ci sia a scuola un testimone di geova o un musulmano perché tutta la scolaresca sia condizionata! Al mio paese, non si è potuto celebrare la Messa d’inizio della scuola perché c’erano due bambine testimoni di geova! 5. I nostri politicanti non vogliono convincersi di quello che i luoghi sacri sono per la legge coranica: luoghi che appartengono ad Allah, quindi non sono più territorio italiano. Le nostre chiese ed oratori non ce la fanno più a star dietro alle continue "messe a norma" che obbligano a spese esorbitanti. Perché le USL non vanno a vedere come stanno le cose nelle moschee e non impongono le messe a norma di legge? O forse considerano che i musulmani non sono persone, e quindi possono morire tranquillamente per mancanza di sicurezza nei loro edifici pubblici?
La "sete" di voti produce questo e peggio! Come dice qualcuno, per un voto "venderebbero anche la propria madre". Quindi vendere la cultura, la tradizione ecc. sono bazzecole! Forse non si accorgono che, da un punto di vista religioso, l'Italia per i Musulmani è "terra di conquista", ne arriveranno sempre di più e sempre più determinati. Forse i nostri signori governanti si illudono che sgretolare l'organizzazione religiosa islamica sia facile come è stato facile con i cattolici......??
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