.
|
Patente a punti
Il perché è presto spiegato. Secondo una certa logica da tutti tacitamente professata, le leggi servono per regolare il vivere civile. In teoria, nessuno dovrebbe trasgredire la legge, in quanto ogni trasgressione costituisce un danno alla società. Se io lancio la mia auto a 200 all'ora, metto in pericolo gli altri, me stesso, la circolazione stradale, gli accessori stradali, ecc., pertanto non lo faccio. In teoria. Purtroppo, qualcuno non si sente totalmente parte della società, o meglio, non in tutte le occasioni, così succede che qualche volta trasgredisce le regole, infrange le leggi. Se dunque qualcuno infrange la legge, paga o subisce un castigo, cosicché la volta successiva che gli verrà voglia di commettere altre infrazioni, sia indotto a pensarci due volte. Sembra tutto normale, ma questo è soltanto in teoria. Cosa succede nella realtà quando infrango la legge? Normalmente non succede proprio niente di niente! Anzi, succede che qualcuno è costretto a subire i disagi e i rischi come detto "in teoria", ma di castighi, multe e simili non se ne parla! Di solito è così. Sfido chiunque a trovare un (dico uno) automobilista che nella sua carriera non abbia mai superato i limiti di velocità! Impossibile! Cercate ora qualcuno che non abbia mai preso una multa per eccesso di velocità. Se ne trovano, e parecchi. Questo per dimostrare che, di norma, chi vuole trasgredire la legge lo può fare tranquillamente. Pensate a quanti soldi dovremmo pagare se ogni volta che si superano i limiti o non si allacciano le cinture o non si rispetta la precedenza, ci fosse un vigile pronto ad appiopparci la multa. Invece nel 99 percento dei casi non succede niente. Questo significa forse che è consentito infrangere il codice? Eppure la legge è severissima, le multe sono salatissime, gli agenti preposti al controllo non mancano. Qual'è la realtà? La realtà è che si è instaurato nelle coscienze un comune senso dell'illecito-quasi-lecito, del "così fan tutti...", del "basta stare attenti al vigile". A questa logica del "non si può badare a tutto" si sono adattati anche coloro che dovrebbero essere i controllori. Mi è capitato parecchie volte di vedere auto transitare davanti ai vigili in condizioni di palese infrazione, eppure loro (i vigili) non hanno fatto una grinza, sono passati tranquillamente tutti, anzi, non proprio tutti.... Per qualcuno la regola del "va bene lo stesso" non vale. Di tanto in tanto la mannaia delle severissime sanzioni deve abbattersi su qualcuno, ma su chi? Il carabiniere o vigile o poliziotto o guardia forestale o guardia di finanza o agente provinciale o chiunque altro sia il controllore di turno, si trova ad essere investito di una autorità discrezionale che gli consente di scegliere chi sia il reo punibile e chi invece possa commettere infrazioni liberamente! E' questo il punto inaccettabile. Quando l'automobilista (ma il ragionamento è valido anche per altri settori) viene colpito dalla punizione, come può sopportare di essere trattato con tanta discriminazione? Se prima di me sono passati in cento e tutti correvano alla mia stessa velocità, perché vuoi punire proprio me??? Però la Legge dice chiaramente che chi supera il limite di velocità paga e non si può discutere.... Non è una situazione analoga alla condizione dei servi della gleba ai tempi dell'imperatore? Il monarca e i suoi sgherri avevano il diritto assoluto di scegliere a chi appioppare le colpe e le pene, proprio come oggi! Le proteste degli automobilisti beccati dall'autovelox sono più che legittime! Che senso ha multare quelli che passano per una certa via ad una certa ora (sappiamo bene che si salvano soltanto quelli che si accorgono in tempo della macchinetta in azione), mentre la stessa infrazione è commessa 24 ore su 24 da tutti gli altri e su tutte le altre strade che non siano intasate? Possiamo anche chiederci quale sia il criterio adottano dai controllori per appioppare le loro contravvenzioni. Nei paesi e paesotti dove bene o male tutti si conoscono, sono noti certi accanimenti nei confronti di Tizio o di Caio, ma anche nelle città più grandi la situazione non è molto diversa. C'è sempre una categoria preferita, un certo genere di "preda" più ricercata di altre. Così succede che, a fronte di una maggioranza di "puri ed onesti" utenti, c'è la pattuglia degli sfigati, quelli che si beccano le multe a raffica, che per l'espressione, l'aspetto, l'atteggiamento, il mezzo, o chissà che altro, attirano l'attenzione e le ire delle forze dell'ordine. La patente a punti è stata concepita e creata proprio per loro. Pensate ai poveri disgraziati (in mezzo ci sarà anche qualche "pirata") costretti a sovvenzionare con i propri soldi le agenzie di scuola guida, obbligati a ripetere gli esami per aver perso i punti a causa delle cinture, dei fanali, dei pneumatici, e di chissà che altro. Eppure le loro condizioni non saranno diverse da milioni di colleghi che, felici e contenti, continueranno invece a scorazzare senza problemi, conservando i propri vispi bollini ben allineati sulla patente.
Se i signori governanti volessero realmente curare gli interessi dei cittadini, facendo uso delle moderne tecnologie, saprebbero come fare per controllare la velocità dei veicoli, le cinture e tutto il resto, senza limitarsi a tartassare "a campione" i soliti sventurati. Come ci sono arrivati tanti sconosciuti cittadini ad inventare tecniche e marchingegni efficaci, lo potrebbero fare pure loro. In questo modo diminuirebbero gli incidenti stradali, gli invalidi, i morti..... Ma questo non fa bene ai produttori di automobili, di carburanti, di farmaci e attrezzature ospedaliere. Il consumo e l'usura dei veicoli con le velocità elevate e gli stessi incidenti stradali, generano un indotto economico di enormi proporzioni, valutabile annualmente in decine di migliaia di miliardi, che incide favorevolmente sul PIL, sulle entrate fiscali e dunque sul benessere della società!!! Diranno: "Perché rinunciare a tanti vantaggi?"
Per vivere meglio, andiamo avanti così, la patente a punti va benissimo. Le automobili continueranno a sfrecciare per le città, ma la gente sarà più contenta credendo che, un giorno (forse), al pirata sarà tolta la patente e dovrà rifare gli esami (che soddisfazione). Ci consoleremo con i benefici di una economia "che tira", incrociando le dita nella speranza che il gesto sia sufficiente per evitare incidenti e disgrazie. I magnati dell'industria inviteranno a cena ancora una volta gli "amici" dei ministeri e con enormi sorrisi e sonore risate racconteranno come volano i profitti delle loro aziende. Tutto proseguirà come prima, anche i "punti" entreranno nella routine, dopo qualche mese non ci si farà più caso, come le cinture, i limiti di velocità e tutto il resto... ma non per tutti.
|
.© 2000-2001 Novatec s.r.l. - tutti i diritti riservati