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La TV fa male ai bambini?

 

Con l’inizio della nuova stagione televisiva riaffiora la domanda che fa tanto male alla maggior parte dei Network italiani: "La Televisione fa male ai bambini?".

Al Merano Tv Festival, dedicato al rapporto tra i bambini ed il vasto e complesso mezzo televisivo, sono affiorati dati sconcertanti, di una tv sempre più schiava delle regole dell’Auditel, che non è attenta al fragile sistema emotivo dei bambini. Anche se la massiccia presenza dei direttori dei palinsesti televisivi lascia ben sperare per un futuro migliore, i dibattiti di Merano hanno delineato l’esigenza di un totale rimodellamento della cosiddetta televisione per l’infanzia, lavorando di pari passo con le università italiane impegnate nel campo, verso mete più educative anche se meno lucrose. Ci si è trovati di fronte, infatti, ad un panorama del tutto nuovo e ben più preoccupante di com’era ipotizzato. I bambini dai 5 ai 12 anni, secondo i dati forniti a Merano dal Dipartimento di Scienze dell’Educazione dell’università di Bologna, sono consumatori molto attenti dei programmi televisivi, conoscendo i vari palinsesti, anche quelli a rischio, notizia questa che, se da un lato desta preoccupazione, crolla, creando sconcerto, di fronte all’elevata percentuale di bambini abbandonati di fronte alla televisione.

Il 60-70% del materiale arrivato presso l’università di Bologna, nella maggior parte dei casi disegni raffiguranti bambini soli davanti alla tv, dimostra l’incapacità, che molte volte si lega all’impossibilità delle famiglie italiane, di partecipare al consumo televisivo del bambino che, nella maggior parte dei casi, si ritrova solo, armato di telecomando, con la possibilità di accedere indisturbato a qualsiasi programma, sia di giorno, sia di notte, visto anche il fatto che in quasi tutte le case italiane c’è più di un televisore.

Nota positiva emersa da questo sconcertante mondo è la grande conoscenza che i bambini presi come campione hanno del mezzo televisivo, dei programmi per bambini, e della fastidiosa interruzione pubblicitaria, ragion per cui si pensa alla realizzazione di una programmazione meno lucrosa, grazie all’ausilio delle trasmissioni via satellite che permetterebbero di bilanciare i costi.

Una tv, quindi, meno legata alle "ragioni economiche" dell’industria televisiva, magari interattiva, dove lo stesso bambino potrebbe "chiedere" allo schermo ciò che vuole, creando il suo personale palinsesto, controllato da un tutore, così come emerso dai consigli che i bambini stessi hanno offerto per migliorare il loro mondo. Ma, ricordando la mia infanzia, la domanda a cui non riesco a dare una risposta è questa: "più che abbandonare, in una situazione di comodo, il bambino alla televisione, sfruttando questo mezzo, non come comunicatore, ma erroneamente come educatore, non sarebbe meglio creare delle strutture pubbliche per bambini, o almeno dopo il lavoro, stanchi, frustrati, cercare di rilassarsi giocando con loro, alla scoperta di un mondo che gli adulti non conoscono e si ostinano a non conoscere?"

Ma questo problema è vecchio come il mondo.

Fabio Bada "UAGLIÒ" Giornale dell’Associazione di Volontariato Famiglia Murialdo di Foggia

 

 

 

 

 

 

DECALOGO TELEVISIVO  Ad uso familiare

 

1. Per vedere la televisione bisogna accenderla. Quindi la televisione si può sempre spegnere. 

2. Lo schermo televisivo non è il nostro occhio, ma èl’occhio di altri e non è detto che questi altri ci vedano bene.

3. Il telecomando ti libera dal televisore e ti fa diventare schiavo della televisione. Lo schiavo è un uomo in corna.

4. La televisione ti guarda. Davanti ad essa sei solo.

5. La qualità della televisione non dipende dal tuo televisore ma da chi trasmette. Chi fa televisione o non sa il mestiere (la regia televisiva è morta da decenni) o non ha soldi per fare buoni spettacoli. La maggior parte dei programmi sono brutti.

6. 1 programmi televisivi puntano sui particolari e non fanno vedere il contesto.

7. I bambini diventano imbecilli in casa o a scuola. La televisione però li promuove.

8. I divi televisivi stanno sempre dietro ad uno schermo: a contatto con l’aria svanirebbero.

9. La felicità di una casa non dipende dal numero dei televisori.

10. Chi fa televisione è ottimista se pensa di peggiorare l’umanità.

 

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