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Cruenti duelli dalle fatali conseguenze ed illustri vittime |
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Molte vie e molte piazze delle nostre città sono intitolate a Felice Cavalloti.(Nato a Milano, il 6 novembre 1842, da famiglia di origine veneziana, letterato ed uomo politico della sinistra deputato dal 1873, avversò Crispi , famosa la sua lirica "Marcia di Leonida")Ecco l'atto della sua morte in duello, con il giornalista e deputato Ferruccio Macola.La carotide tranciata da un colpo di spada al terzo assalto.Questo nella prima settimana di marzo 1898. | |
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Quì il ritratto di Felice Cavallotti ed in piccolo la sua Camera Ardente. il Duello avvenne a Villa Cellere a Roma. La causa del duello e estremamente sproporzionata rispetto all'esito fatale, Una polemica di giornale , il modo di dare una notizia e d'interpretarla, Una frase vivace che risponde a un'altra frase poco misurata, a questo punto si interroga l'autore siamo arrivati nei costumi politici?C'è dunque tanta elettricità nell'aria, tanta acredine nel sangue che non è possibile, pur nel dare una notizia di cronaca pur nel commentarla, tenersi nei limiti di una discussione serena, evitare l'offesa sanguinosa o anche l'ingiuria plebea. |
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Il deputato Ferruccio Macola, nacque a Camposampiero (Padova ) il 17 Maggio 1861. Fondò e diresse il Secolo XIX a Genova,e da qualche anno era direttore della Gazzetta di Venezia.era deputato di Castelfranco Veneto dal 1895. I padrini di Cavallotti furono i deputati Camillo Tassi ed Achille Bizzoni quelli di Macola i deputati Carlo Donati e Guido Fusinato. |
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Pochi giorni prima della tragedia di Villa
Cellere, A Trapani un altro duello era stato fatale al sottotenente
Giovanni Sacco, la causa era stato un futile diverbio avvenuto al teatro
di quella città con un giovine signore, ,Rosario Serraino. I due
giovanotti si batterono alla pistola il 3 marzo, il Sacco fece fuoco e
fallì,gli rispose il Serraino, e la palla penetrò nel fianco destro
dell'ufficiale, arrecandogli una ferita. per la quale in capo a poche
ore,spirò. Aveva 23 anni.
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| Cosa imponeva la legge.... | Alcune disposizioni della legge Italiana dell'epoca circa i duelli, articoli 237-245 del Codice Penale: Art. 237. Chiunque sfida altri a duello, ancorchè la sfida non sia accettata, è punito con la multa sino a lire 500; ma se egli sia stato la causa ingiusta e determinante del fatto dal quale è derivata la sfida, la pena è del la detenzione sino a due mesi.Va esente da pena chi sia stato indotto alla sfida da grave insulto o da grave onta.Chi accetta la sfida, qualora sia stato la causa ingiusta e determinante del fatto dal quale essa è derivata, è punito con la multa da lire 100 a 1.500. Se il duello avvenga, si applicano soltanto le disposizioni degli articoli seguenti.Art.238. Chiunque fa uso delle armi in duello è punito, se non cagioni all'avversario lesione personale,con la detenzione sino a due mesi.Se il colpevole sia stato la causa ingiusta e determinante del duello la detenzione è da 15 giorni a 4 mesi. Art. 239. Il duellante è punito con la detenzione : 1.da 6 mesi a 5 anni se uccida l'avversario o gli cagioni una lesione personale da cui derivi la morte;2.da in mese a due anni se gli cagioni una lesione personale. I padrini o secondi sono puniti con la multa da lire 100 a1.000 se il duello non abbia per effetto alcuna lesione personale. | |
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