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Settimana di preghiera per l'unità dei cristiani

La settimana di preghiera per l’unità dei cristiani è senza dubbio una settimana missionaria, anzi direi quasi una settimana tutta collocata nel cuore stesso della missione, se è vero che Gesù è venuto per radunare i figli dispersi nella famiglia dei figli di Dio.

Come potremmo infatti essere preoccupati di annunciare Cristo ai lontani, se non siamo ancora riconciliati in lui tra di noi?

Ma qui ci troviamo subito ad un vicolo cieco. Partendo da noi, dai nostri pur santissimi desideri di dialogo fraterno, di incontro, di accoglienza, sentiamo che la nostra fedeltà a Cristo può costituire un ostacolo alla fedeltà al Signore Gesù dei fratelli di altre confessioni cristiane e viceversa.

E allora il desiderio dell’unità ci insabbia nelle nostre paure, nelle nostre difese, nei nostri limiti. E non sappiamo più come procedere. Ma "lo Spirito (del Signore) viene in aiuto alla nostra debolezza" (Rom.8,26)!

E' la verità su cui siamo invitati a riflettere e a pregare particolarmente nella settimana che va dal 18 al 25 gennaio. Vediamo proprio di creare nel nostro cuore spazi di preghiera e di riflessione, perché lo Spirito ci sollevi dallo scoraggiamento delle nostre debolezze e dagli apparenti ostacoli nel cammino verso la piena comunione tra quanti sono divenuti, per il battesimo, figli e figlie di Dio. Noi cattolici, in particolare, siamo stati incoraggiati dal Santo Padre a pregare lo Spirito che fa di molte lingue diverse un sentire comune.

"Noi non sappiamo neppure come pregare".

Lo Spirito Santo allora interviene, soccorre, canta, danza la beatitudine d’essere fratelli insieme, colmando la debolezza nostra e restituendoci a quell’essere tutti ugualmente figli che gridano: "Abbà, Padre"!

 

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