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PREMESSA
I cosiddetti "pensatori laici" (nella società civile, come laico, di solito, si definisce chi non vuole avere niente a che fare con la religione) del ventesimo secolo, hanno decretato e certificato l'inutilità della religione. Essa che un tempo era "necessità di vita", nel diciannovesimo secolo è passata ad essere "l'oppio dei popoli" o "strumento nelle mani dei potenti", ma negli ultimi decenni è divenuta "entità assente": un'inutile accessorio, del quale si può (a volte si deve) fare a meno, perché: "si può vivere benissimo senza". Uniche forme religiose sopportate sono certe espressioni orientali, forse perché totalmente rivolte all'uomo, alla sua liberazione interiore, alla sua purificazione, lasciando nel vago il concetto del divino. Pur essendo in tanti a voler disquisire in queste materie, nessuno, al di fuori degli autentici religiosi, è in grado di spiegare, senza contraddizioni, per quali motivi l'uomo possa (o debba) vivere senza Dio, né tantomeno perché l'uomo si sia da sempre affannato a cercarlo e ad invocarlo. I tentativi per rispondere a questi quesiti sono moltissimi e vari, mai risolutivi e chiari, sempre lasciano dei punti oscuri, delle perplessità, dei dubbi. Nel mio piccolo, ho cercato di spiegarmi il motivo di queste posizioni, che mi appaiono, per certi versi, sciocche ed inutili, giungendo ad alcune conclusioni che tenterò qui di esprimere. Si tratta delle considerazioni di uno che crede nell'esistenza di Dio e che, attraverso l'osservazione di ciò che ci circonda, ha trovato ulteriori motivazioni per ritenere questa presenza non solo reale ma necessaria ed indispensabile per il proprio vivere. Senza andare alla ricerca di concetti difficili, ho cercato di rendere disponibile il mio pensiero, pur semplice e lacunoso, credendo che, forse, qualcun'altro potrebbe trovarne spunti positivi per il proprio vivere o per proseguire in questo ragionamento. A volte capita che certi particolari, visti e rivisti centinaia di volte, ad un certo momento risultino totalmente nuovi e ci illuminano la mente, semplicemente perché li vediamo da un'angolazione diversa o ci sono stati proposti in un momento particolare. E' il mio augurio per chi riuscisse a leggere tutto il testo....
La società dei consumi e Dio
Un mondo che basta a se stesso Il non considerare la pratica religiosa (intesa come rapporto vitale con Dio) come fattore essenziale per la vita dell'uomo, comporta conseguenze ed effetti di ordine pratico, che incidono sull'esistenza di tutti, sia come singoli che come collettività (città, nazioni, umanità intera). Oggi, dopo vari decenni di progressivo allontanamento di Dio dalla società, vediamo gli effetti di queste scelte e posizioni: sono davanti agli occhi di tutti coloro che li vogliono vedere. Nel momento in cui ha cominciato a diffondersi l'ipotesi della "inutilità di Dio", non s'è vista una grande reazione di contrasto, molto meno di quanto successe a suo tempo quando cercò di affermarsi la non esistenza di Dio (con le grandi ideologie del XX° secolo). Allora c'erano delle posizioni da difendere, delle ideologie da contrastare. Si trattava con verità che dovevano essere dimostrate da chi le sosteneva e ad ogni punto era possibile ribattere ad armi pari con argomentazioni e prove. Oggi la situazione è molto diversa, all'affermazione dell'inutilità di Dio è difficile controbattere. Non si tratta più di una ideologia ma di una scelta di vita che non pone e non accetta domande. Lo stile di vita imperante nel nostro mondo consumistico è, per i più, la dimostrazione evidente della reale inutilità di Dio. Le parole non bastano per contraddire i fatti. Effettivamente, l'uomo sembra vivere benissimo così. Tutti i messaggi che arrivano ai nostri occhi sono di felicità, piacere, godimento, soddisfazione. Si direbbe che le uniche preoccupazioni del vivere odierno debbano essere:
Il mondo virtuale condiziona il mondo reale La nostra vita è scandita e regolata dalle immagini della televisione, delle riviste, della pubblicità. Se fate attenzione, queste immagini che ci condizionano la vita, hanno una caratteristica che passa inosservata ma, a ben pensarci, è quantomai inquietante: sono sempre le stesse!! Anche i personaggi sono sempre gli stessi, a seconda delle situazioni diventano:
Un mondo a sé, ma lontano e diverso dal mondo in cui siamo costretti a trascorrere le nostre giornate, ci dice cosa fare, come comportarci, come esprimerci, cosa comprare e perché. Un mondo estraneo, al quale nessuno dei "comuni mortali" avrà mai accesso, condiziona la nostra esistenza, senza che noi ce ne rendiamo conto. Così, senza accorgercene, tutti desideriamo, in qualche modo, assomigliare a quelli che stanno dentro alla tivu, sono loro i nostri modelli, i nostri riferimenti. Osservate bene i personaggi che popolano il mondo della televisione. Anche quelli che servono soltanto da scenografia, le comparse che non hanno nome: come sono rassicuranti, belli, commoventi, irreali. Tutto è portato all'eccesso, ma non in tutte le direzioni. Le bellissime ballerine, gli "ospiti" dalla battuta pronta, le mamme, gli amici: tutti bellissimi, sorridenti, dalla pelle liscia e vellutata, dagli occhi vispi e attenti. Tutti e sempre ci mandano messaggi rassicuranti, sempre scherzosi, elegantissimi, affabili, educati, discreti. Sono talmente concordi ed in sintonia tra loro che il loro mondo (le immagini) vorremmo che fosse il nostro mondo (la realtà). Piano piano, lentamente ma inesorabilmente, la nostra vita si compenetra inconsciamente con il mondo virtuale. Ci sentiamo felici quando il personaggio "X" riesce a portarsi a casa il trofeo; se la squadra del cuore perde ci sentiamo abbattuti; siamo appagati e soddisfatti per l'impresa del signor "Y"; non ci dà pace che "Mea" abbia lasciato "Peo", dopo due anni di felice convivenza (erano così teneri e carini..), per andare con "Pia" (un'unione che non ha futuro) perché anche "Poi" vuole "Pia"...... I discorsi che facciamo nella realtà, a volte, sono gli stessi della finzione! Tutti, chi più chi meno, siamo attratti da questo stile di vita, ci confrontiamo con esso, vogliamo e desideriamo uniformarci. Sembra che questo stile di vita ci garantisca tutto ciò che possiamo desiderare di buono e di meglio. La dimostrazione evidente che è tutto vero e possibile è lì davanti ai nostri occhi, lo vediamo, lo proviamo, perciò deve essere vero!
Questo mondo ha il "suo" dio Il nostro dio è questo, non si chiama più dio, il suo vero nome è "progresso", è scienza che ci dona l'immortalità, la vita, la salute. L'uomo è artefice e giudice di se stesso, non ha senso ricercare altre entità, non servono ad altro che frenare la fantasia e il godimento dell'uomo. L'uomo senza Dio è felice, non serve rovinarsi l'esistenza con obblighi e privazioni inutili che procurano soltanto frustrazione e desiderio di trasgressione! La realtà di oggi è più o meno questa, più o meno tutti ci siamo adeguati, più o meno a tutti fa comodo così, più o meno tutti lasciamo le cose andare come vanno. Ma questo stato di cose, questo stile di vita, è buono o è cattivo? Chi ci procura di vivere in questo modo, lo fa veramente per il nostro bene come vuol farci credere? Il Dio dei nostri progenitori è realmente un'entità astratta ed inutile? Trovare risposte a queste domande non è facile, ognuno deve trovare le proprie; tuttavia, è importante, fondamentale, porsi le domande. Dio è stato messo in disparte proprio perché nessuno abbia l'occasione di pensarci ed il vivere soft e new-age proposto dallo schermo possa concretizzarsi per tutti! Ma siamo sicuri che il mondo professato dai media sia veramente il mondo meraviglioso e desiderabile che cercano di mostrarci?
Il dio di questo mondo non vuole il nostro bene Pensate alle belle automobili: spaziose, confortevoli, ipertecnologiche, desiderabili, indispensabili. Hanno soltanto pregi, mai un difetto; non viene menzionato l'antifurto, perché in un mondo perfetto i furti sono elementi sgradevoli, che è meglio fingere di ignorare; ma anche i veleni che escono dallo scarico dell'auto è meglio ignorare: ti uccidono, ma non ci devi pensare, tanto, lo fanno molto lentamente, non sei neanche sicuro che a farti morire sia veramente il gas di scarico dell'auto, ci sono tanti altri veleni nell'aria.... Le nostre strade sono intasate, è difficile circolare, il problema non è delle troppe automobili, sono le "infrastrutture carenti". Gli incidenti stradali uccidono più delle malattie: la colpa è della segnaletica insufficiente, dell'imprudenza di "alcuni" guidatori, mai sentito che le auto sono pericolose! Le automobili sono soltanto: sicure, poco inquinanti, confortevoli, indispensabili all'economia, generatrici di ricchezza. I risvolti negativi sono presenti in tutti gli aspetti ed i prodotti del mondo seducente dei media ma non vengono mai menzionati, chi volesse tentare un semplice accenno, viene immediatamente screditato ed eliminato, il suo è considerato inutile allarmismo! Le merendine ed i cibi sono buonissimi e nutrienti, fanno tanto bene, ma procurano il diabete e il cancro, perché sono fatti con zuccheri e grassi che costano poco ai fabbricanti ma sono dannosi per chi li ingerisce. Non sono velenose, dal momento che la legge ne consente l'utilizzo. Se poi ti viene il cancro o il diabete, non è mai provato che derivi da quel cibo: di veleni se ne mangiano tanti, e poi.... la medicina fa grandi progressi, quando ti ammalerai ci saranno le cure per guarirti..... Le vacanze in Africa e negli angoli sperduti del mondo sono esperienze irrinunciabili, bellissime, sicure, tutto organizzato, soltanto piacere e relax. Di tanto in tanto però qualcuno si becca la malattia misteriosa o gli capita l'incidente imprevisto o viene derubato; sono casi rarissimi, dicono alla tivu, però i testimoni si conoscono di persona e smentiscono le immagini paradisiache; ...o forse non li conoscerò tutti io i portatori di scalogna.... Anche i bei volti sorridenti e vellutati nascondono tragedie e miserie che di tanto in tanto affiorano attraverso gli scoop dei più solerti operatori di questo magnifico mondo virtuale; allora ci si chiede increduli come sia possibile, non ci si crede, si pensa ad una finzione (a volte lo è veramente) e si cambia programma. I sorrisi e le cordialità di circostanza nascondono a volte odi e gelosie tremendi, ma anche questi sono dietro le quinte, non vengono mostrati o non li si vogliono vedere.... Rappresentano realtà scomode sulle quali è meglio sorvolare, e non ci pensiamo più. A ben guardare, ogni argomento, ogni particolare, tutto ciò che fa parte di questo mondo apparentemente felice e desiderabile nasconde qualcosa di negativo, subdoli risvolti negativi sono riscontrabili ovunque. Vengono sempre abilmente coperti, velati, in modo che il pubblico non se ne avveda, non se ne rattristi, non cambi canale. Tutto! Anche le medicine, orgoglio della scienza moderna curano un malanno ma ne causano altri; gli ospedali, vanto della civiltà, guariscono molte malattie, ma si accaniscono a volte con estremo cinismo a voler curare situazioni impossibili, contemporaneamente, in altri casi abbandonano al proprio destino dei poveretti che necessitano d'aiuto; all'interno delle strutture ospedaliere si annidano nuovi microrganismi patogeni resistenti ai farmaci che ogni anno colpiscono migliaia di ricoverati con malattie gravissime; la libertà nei costumi ha portato alla frantumazione della famiglia, ci si sente liberi, non ci si preoccupa di figli, di genitori, coniugi, parenti, ognuno bada a sé, tuttavia all'ordine del giorno sono le violenze e gli omicidi "domestici"; i telefonini ci fanno sentire sempre al centro dell'attenzione ma ci impestano l'ambiente con radiazioni elettromagnetiche che nessuno sa quanti mali procurino; il denaro è al primo posto nei desideri e per il denaro si uccide, si procurano disastri grandi e piccoli; persino il benessere generale del quale godiamo, nel suo complesso ha i risvolti negativi, è causa dell'innalzamento della temperatura che fa scatenare gli uragani e le carestie.
Uno stile di vita assurdo Gli esempi sono infiniti, perché fin nei minimi particolari del vivere quotidiano, tutto ciò che è legato al mondo consumistico del ventesimo secolo ha in sé qualcosa di negativo; anche il giocattolino che regaliamo al nostro bambino, ha dentro di sé il male: è stato confezionato da un poveretto ridotto in schiavitù all'altro capo del mondo; la bistecca che mangiamo è contaminata dagli antibiotici (sono ammessi), dagli estrogeni (in parte vietati) e dal morbo della mucca pazza; il vestito che indossiamo è tossico perché le piante di cotone sono irrorate con pesticidi così persistenti che rimangono nelle fibre del tessuto; il computer emana radiazioni elettromagnetiche; il detersivo della lavastoviglie uccide gli animali dei fiumi e del mare; e avanti così...... Questo modo di vivere, di trattare il mondo, la natura, se stessi ed il prossimo è assurdo! Da veri stupidi incoscienti! Si direbbe che l'uomo sia totalmente incapace di comprendere e distinguere ciò che è bene e ciò che è male. Perché questa situazione? Come si spiega che tutti (o quasi) la accettano supinamente e si piegano alla seduzione delle comodità e dell'effimero a costo di rischi gravissimi per la salute propria e degli altri? In tutto questo, Dio cosa c'entra? E' difficile credere che nei guai del ventunesimo secolo ci sia relazione con le "cose di Dio", tanto siamo ormai abituati a relegare queste "cose" all'interno delle chiese, a lasciarle a chi ci vuol credere. Ma non è così, e chiunque lo voglia, può rendersene conto, basta aprire gli occhi!
Un noto personaggio di chiesa, aveva una spiegazione fin troppo semplice, che tuttavia ho compreso, nella sua profondità, solo parecchio tempo dopo averla ascoltata la prima volta, a seguito delle osservazioni e dei ragionamenti che qui sto cercando di esporre. Diceva che l'uomo è stato creato da Dio, ed è stato Dio stesso a determinare i modi ed i limiti per la vita dell'uomo. Le regole, che Dio ha stabilito, devono essere rispettate semplicemente per poter vivere correttamente, non per fare il comodo di qualcuno. Esattamente come si fa quando si compra un'automobile, l'acquirente, per quanto eccentrico possa essere, deve comunque attenersi alle norme del fabbricante, non può fare di testa propria e pretendere che l'automobile funzioni ugualmente bene! Se il libretto d'uso dice che nel serbatoio devo mettere benzina super e nel motore olio fino, io sono liberissimo di mettere champagne nel serbatoio e olio extravergine nel motore, nessuno me lo impedisce, la macchina è mia e la tratto come voglio, ma se poi la mia bella automobile si ferma e non funziona più, non è mica colpa di chi l'ha costruita, la colpa è solo mia! Ho fatto ciò che non dovevo fare e non ho fatto ciò che dovevo.....
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