Perché Dio? Perché religione?
(ovvero: come io vedo il mondo e la vita)
-- parte seconda --

 

L'umanità del XXI° secolo

 

La società ha bisogno di un'autorità suprema

La società, per attuare e conservare il proprio modello, per essere credibile ed affermarsi, necessita di una legittimazione.   Da molti secoli, ogni valutazione, ogni scelta sociale ha avuto come riferimento Dio.   La Parola di Dio era presa come testimone nei giuramenti, ogni impresa iniziava e si concludeva nel nome del Signore, in tutti i luoghi era collocata l'immagine di Dio, come una sorta di sigillo: il segno di una appartenenza.   Gli uomini non sono stati sempre coerenti nelle proprie scelte, in tante situazioni la presenza di Dio era limitata a mute immagini, tuttavia, resta il fatto che il mondo e la società sono stati sempre tramandati progrediti ed  in buone condizioni, ai discendenti.   Questo particolare non è da sottovalutare.

Fin dall'inizio della storia (da quando ci sono pervenuti documenti), l'uomo è stato educato al rispetto del prossimo, della natura, di se stesso.    Le corrette norme comportamentali sono sempre scaturite dalla pratica religiosa (considera tutte le religioni), il buon vivere nei rapporti con i propri simili è frutto della stessa pianta che produce il buon vivere nei rapporti con Dio.    Da quando esiste il mondo, dove ci sono buoni rapporti con il trascendente, sono buone anche le relazioni tra umani (questo è scientificamente provato!).     

Ora che i comportamenti umani stanno piegando decisamente su posizioni diverse (sete di ricchezza, lussuria e libidini di vario genere), non è più possibile per la società cercare la propria legittimazione nel Dio degli antenati.    Lo stile imposto è troppo in contrasto con lo stile di Dio, non è più possibile alcuna conciliazione!    Eppure si rende necessaria una entità superiore, da tutti ritenuta autorevole, che avalli e giustifichi questo modo di operare. 

L'autorità, totalmente asservita alle supposte "necessità della gente" esiste, si identifica ora con "il progresso", ora con "la scienza", ora con "la giustizia", ora con "lo stato".   Una presenza discreta, non ben identificabile, dalle sembianze umane ma non troppo, benevola all'apparenza.     Questa autorità piace molto perché si mostra gentile, è vicina ai problemi della gente, è molto attenta al volere del popolo e si lascia condizionare con amorevole sollecitudine.  Ogni legge può essere modificata, le imposizioni possono venire aggirate, i guai e i malanni si risolvono, i torti risarciti.  Tutto è fatto e concepito a misura d'uomo.....    Porta con sé qualche lato oscuro.   Nei riguardi di chi potesse arrecarle intralcio, essa sa essere implacabile, rigorosissima e cinica ma si sa, niente è perfetto, l'importante che si faccia con garbo, senza darlo troppo a vedere.

Osservate alcune novità evidenti generate da questo "cambio di governo" e giustificate con la libertà di pensiero e di coscienza:

  • le immagini sacre sono state tolte da tutti i luoghi pubblici;
  • le religioni sono diventate "scelte individuali e personali";
  • le religioni sono considerate tutte equivalenti, anche le più strampalate e improbabili;
  • più una religione è diversa dalle tradizioni locali e tanto più si cerca di introdurla e diffonderla nel territorio (vedi Islam)
  • sono favoriti enti e personaggi che arrecano oltraggio a Dio e alla religione
  • nell'istruzione alle nuove generazioni si cerca di togliere ogni informazione su Dio e religione
  • la diffusione dei metodi per il controllo delle nascite si sono liberalizzati i rapporti di coppia
  • con la semplificazione delle pratiche di separazione e la regolarizzazione delle coppie di qualsiasi genere, si cerca di demolire il concetto di famiglia
  • ecc.
  • ecc..

Le scelte dell'autorità costituita, presentate come "diritti sacrosanti", hanno lo scopo di eliminare definitivamente la presenza di Dio dalla coscienza dei singoli, esattamente come è stato fatto nella società in generale.   Ma queste decisioni, sono volute dai governanti, dal popolo o da altri?   Chi è che comanda e governa la società e stabilisce le regole e le leggi da seguire?

 

Sembra democrazia ma non lo è

Siamo tutti abituati a pensare e credere di vivere in uno stato sovrano retto da una democrazia, nella quale tutto il popolo esercita la propria autorità di governo, delegando propri rappresentanti a coprire le cariche dirigenziali.   In teoria è così.   Tutti i mezzi d'informazione ce lo mostrano in questo modo e perciò non possiamo che credere che sia effettivamente così.

Alcuni particolari, apparentemente insignificanti, potrebbero tuttavia far sorgere dei dubbi.  Per esempio pensate a queste situazioni:

  • i politici che governano gli stati (vediamo l'Italia, ma il resto del mondo è uguale o peggio): un numero ristrettissimo di abili professionisti rimane in carica per decenni (alcuni sono responsabili di tracolli e disastri ma mantengono il posto come per miracolo) mentre un gran numero di personaggi, anche validissimi, si avvicenda limitandosi a sbirciare per le aule del potere;
  • le "vecchie volpi", sia al governo che all'opposizione, si frequentano e si cercano con una familiarità che a volte è imbarazzante;
  • spesso, leggi nazionali che coinvolgono milioni di cittadini sono fatte a esclusivo beneficio di pochissimi beneficiari;
  • aziende e società economiche prosperano grazie agli "agganci" con i politici di alto livello;
  • situazioni di evidente e pesante infrazione alla legge sono tollerate e coperte, mentre casi di scarsa importanza vengono colpiti con grande efficacia e dispendio di mezzi;
  • per coprire operazioni di economia politica (diciamo così quando sono coinvolti enti pubblici e soldi....) si commettono omicidi e delitti di ogni genere;
  • ogni politico deve sobbarcarsi una spesa miliardaria per la campagna elettorale che, in teoria, gli può portare al massimo (in caso di elezione) impegno e sacrificio con un "modesto" compenso economico che spesso non bilancia il rischio di perdere la propria carriera professionale;
  • personaggi legati a correnti politiche in sintonia con la magistratura mantengono le cariche imperterriti nonostante gravino su di loro accuse gravissime supportate da fondati sospetti;
  • personaggi importanti vengono sottoposti per anni a vergognosi processi che ne infangano il buon nome, per poi concludersi con assoluzioni che li dichiarano totalmente estranei ai fatti;
  • lo stato che regala le moschee ai musulmani ed impone vincoli a non finire alle opere degli enti cattolici;
  • i banditi extracomunitari (sono riconoscibili a prima vista) che vengono lasciati liberamente girovagare per le città (si vedono benissimo) a discapito dei cittadini e discredito degli immigrati onesti;
  • gli artigiani e commercianti sono tartassati e intimoriti dal fisco mentre frodi miliardarie vengono nascoste per non far perdere ai cittadini la fiducia nello stato;
  • ad ogni tornata elettorale i politici promettono sempre le stesse cose, anche i governanti in carica, chiedono il voto per essere rieletti promettendo la soluzione dei problemi che non hanno voluto risolvere nel turno precedente;

..... questa lista dovrebbe essere troppo lunga....

 Il senso è questo:  non siamo guidati da un governo democratico perché, se così fosse, egli non permetterebbe ingiustizie e danni a carico dei cittadini!!!   Chi governa non lo fa per il bene degli elettori, i loro interessi sono altri!

In realtà, tutto ciò che succede fa parte di un preciso disegno.   Ogni fatto e misfatto è voluto e generato per un fine che al popolo (teoricamente colui che detiene il potere) non è dato di conoscere.
Il popolo è relegato al ruolo di approvazione (le elezioni) di un sistema indipendente e autonomo.

 

Il mondo è governato da una potente oligarchia

I detentori del potere (che conta) appartengono ad una casta di privilegiati che non ha contatti con la "gente comune", al di fuori della fruizione dei servizi utili per le proprie necessità.  Quando devono comunicare con il popolo lo fanno sempre con l'interposizione di "mezzi" (telefono, televisione, portavoce, avvocato, addetto p.r., ecc.).   Se transitano in ambienti frequentati dai "popolani" sono protetti da una schiera di guardie del corpo che impediscono a chiunque di avvicinarli.  

Si tratta dei proprietari di grosse aziende, dei manager di alto livello, dei politici di vertice, dei professionisti famosi, dei divi dello spettacolo e dell'informazione, dei banchieri pubblici e privati, dei capi delle magistrature e dei tribunali, degli scienziati arrivati per favore di parentela, dei burocrati di alto bordo.  Sono relativamente pochi ed il loro potere si misura con la disponibilità di miliardi ma non solo.

Hanno accesso ai mezzi di comunicazione di massa attraverso i quali si fanno vedere dal popolo ed impartiscono i loro insegnamenti.  Tra di loro si conoscono e si frequentano, a volte fingono di combattersi, mai al punto di rompere il feeling che li lega.   Sempre pronti ad aiutarsi e sostenersi  presso le pubbliche amministrazioni o nelle situazioni in cui servono gli intrallazzi.  Trattano tra di loro (e si mostrano al mondo) sempre con il sorriso sulle labbra.   

E' una elite di elementi intelligenti, istruiti e spietati.   Tra di loro c'è complicità ma non comunità, chi offre il proprio aiuto lo fa esclusivamente in cambio di un guadagno maggiore, se qualcuno manifesta difficoltà tutti si avventano per approfittarne a proprio vantaggio.

Difficilissimo entrare nell'alta società, la permanenza è una battaglia continua, al primo segnale di incertezza è l'espulsione.    Chi perde la propria autorità fatta di appoggi, capitali, parentele, diventa immediatamente un estraneo, nessuno più lo conosce.   Forse per evitare coinvolgimenti, forse per un sottile desiderio di vendetta, o più probabilmente perché ha perso il proprio valore.

Sono costoro che stabiliscono cosa si deve o non si deve fare; se un governo può governare; se una legge può essere approvata o meno; se una guerra è giusta o ingiusta; se le pensioni sono alte o basse.

 

Al di sotto di questo vertice onnipotente sta la schiera dei portaborse, dei politici di secondo piano, degli industriali di periferia, dei direttori più o meno elevati, dei detentori e amministratori delle autorità locali, degli arrancatori a tutti i costi.  Un esercito agguerrito che cerca di stabilire contatti con i potenti del livello superiore per aumentare il proprio peso sociale ed i propri introiti.  Soltanto in qualche rarissimo caso, elementi del secondo livello sono riusciti a salire al superiore.   I rapporti sono tutti incentrati nelle funzioni economiche, chi procura di più riceve di più, gli altri non esistono.  Costoro tributano obbedienza ad elementi del potere superiore e costituiscono per essi prova di autorità.

La base è costituita dal popolo, una massa indistinta di consumatori-lavoratori, consumatori-studenti, consumatori-pensionati, consumatrici-casalinghe, baby-consumatori.    La massa fornisce le risorse necessarie per il mantenimento della società, sia economiche che sociali, a differenza degli altri due livelli impegnati principalmente ad arricchirsi e nelle grandi contese, il popolo convive con le piccole e grandi tragedie quotidiane, con l'aumento della benzina, con le chiacchiere dei politici, con i problemi famigliari, con il lavoro, l'automobile, le ferie, ecc., ecc..    

Nella massa del popolo è distinta la parte priva di potere d'acquisto, sono i poveri senza reddito che non contano assolutamente niente.  Milioni e miliardi di esseri umani per i quali l'unico interesse sta nelle possibilità di movimentazione di ingenti capitali da parte delle organizzazioni benefiche, le quali solo in apparenza mostrano di alleviarne i dolori, in realtà si preoccupano di fornire incarichi prestigiosi, ricchi stipendi ai funzionari, copertura a enti ed organizzazioni con tutt'altro genere di finalità, tangenti alle autorità locali.  Soltanto le briciole vanno ai destinatari ufficiali....

 

Nessuno venga a dire che tutti gli uomini sono considerati uguali sulla faccia della terra!

 

 

Chi è l'ispiratore dei potenti che governano il mondo

 Una società così strutturata sembra funzionare secondo regole e principi ben precisi, ma chi li ha fissati e stabiliti?  Le leggi che la guidano, non sono soltanto quelle dei parlamenti e dei governi; al di sopra di loro un potere superiore emana regole non scritte (ma a tutti note) che stabiliscono a seconda dei casi cosa sia più opportuno, conveniente, lecito.

Se così non fosse, non si spiegherebbe tanta affinità nell'operare di tutti i potenti del mondo, a prescindere dal ruolo, dal colore politico, dalle finalità.   Appare evidente un comune denominatore che rende omogeneo l'operare di tutti i governanti, protesi come sono a perseguire gli stessi risultati.

Non si è mai saputo di un uomo che abbia dettato regole tanto discriminatorie, se fosse esistito, sarebbe finito male.   Chi è in grado di condizionare la società stando al di sopra e al di fuori di essa deve essere un dio, un'entità dalle potenzialità estreme, capace di entrare nei pensieri degli uomini per indurli a seguire il suo volere.   Il vero ispiratore delle leggi e delle politiche del XXI° secolo non si fa vedere direttamente, ma fa sentire la propria presenza e parla tramite i suoi emissari (i potenti).

Questo dio, che governa il mondo, non viene mai nominato.   Agisce sempre nell'ombra ma è molto efficace.   E' lui il creatore delle nuove regole di comportamento.  Lui insegna che puoi fare tutto ciò che vuoi , se ti piace e ti serve.....    

Sono insegnamenti molto facili da recepire e vengono praticati ovunque e per tutte le necessità, sono alla base del pensiero attuale che include le seguenti valutazioni:

  • il primo comandamento è:  curare i propri interessi
  • una persona è valida soltanto se ottiene successo nel lavoro, nella società
  • uno più è ricco e più è intelligente ed esperto, dunque degno di fiducia
  • chi è sicuro di sé e convincente merita fiducia e attenzione
  • posso fare tutto ciò che voglio finché qualcuno non presenta reclami...
  • ...se ricevo un reclamo ho la possibilità di difendermi per poter proseguire nei miei intenti
  • qualunque cosa o azione che danneggia altri o la natura è lecita finché non venga dimostrata scientificamente la sua dannosità, ma anche dopo se il ritorno economico è consistente
  • se una azione porta alto guadagno con un basso costo deve essere intrapresa perché conveniente, non importa se il costo (e/o i danni) sarà a carico di altri
  • tutti rubano perciò rubo anch'io
  • i soldi sono soldi, non importa come si guadagnano
  • ecc.

Sono alcune definizioni che saltano agli occhi guardando il TG o guardandosi un po' intorno.   Pensieri di ordinaria amministrazione, acquisiti come propri (con maggiore o minore intensità) dalla maggioranza dei concittadini (anche se, a parole, ci si schernisce e ci rifiutiamo di entrare in queste categorie, nei fatti ci siamo eccome) ma totalmente contrari all'etica cristiana, al buonsenso, alle regole che Dio ha stabilito per vivere su questo pianeta. 

Il fatto stesso che non si voglia ammettere di pensare ed agire egoisticamente, è il segno evidente che dentro di noi c'è qualcosa, tra le pieghe del DNA, che ci fa intuire l'errore: non è questa la giusta via.  

 Nonostante tutto, proseguiamo imperterriti sulla nostra strada, orgogliosi di sentirci liberi, di fare solo e soltanto ciò che più ci aggrada e ci soddisfa.

 

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