IL PIÙ
GRANDE DEVOTO
Narada, il Devarishi, dopo aver trascorso un lungo
periodo cantando con fervida devozione, tra le bellezze della
Natura i nomi del Signore, felice e soddisfatto si recò
nell’immenso oceano ove giace, sul suo trono di serpente, Visnu
con ai piedi la bella sposa, Laksmi. Narada si rivolse a Lui
dicendo: “Oh, Signore, ti vorrei fare una domanda, c’è qualcuno
sulla terra più devoto di me che ho cantato tutta la vita la Tua
gloria?”
Visnu non rispose, ma lo invitò a scendere con lui nei pressi di
un povero villaggio. Si avvicinarono ad una semplice capanna e
videro un uomo che stava nutrendo gli animali mentre cantava
sereno i Mantra a Visnu.
L’uomo cortesemente chiese ai due viandanti se avessero bisogno
di aiuto, loro risposero che stavano andando in città, ma avrebbero
gradito un riparo per la notte. Il contadino fu felice di offrire tutta
la sua ospitalità e fu molto grato a Dio di avergli concesso la
possibilità di essere utile. Andò in cucina, dove la moglie stava
preparando la cena per tutta la famiglia, a prendere il cibo per
gli ospiti. Allora la donna si lamentò che non avevano più farina e
non ci sarebbero stati più chapati per i loro figli. Il marito rispose
che l’ospite è sacro ed era un grande onore servirlo. Terminata
la cena, Visnu chiese ancora cibo ed il contadino diede fondo a tutte le
povere riserve della sua casa.
Durante la notte, a causa della misera cena, uno dei figli non
riusciva a dormire per i morsi della fame, allora il padre gli
spiegò che servendo gli ospiti era come aver servito il Signore stesso
e questo doveva bastare per sentirsi sazi.
Al mattino successivo, si svolsero come di consueto i rituali
quotidiani durante i quali il nome di Visnu era cantato con gioia.
Gli ospiti furono ancora serviti con devozione e poi l’uomo si
preparò per andare al lavoro nel campo.
I due viandanti lo raggiunsero e lo osservarono mentre, ancora cantando,
svolgeva con amore il suo duro lavoro. Visnu fece notare quanta
devozione esprimeva quell’uomo, ma Narada sorrise e replicò che
anch’egli aveva cantato ardentemente le sue lodi, digiunando per
giorni e giorni.
Visnu allora gli porse un vaso colmo d’olio, gli disse di raggiungere
la collina, di girare attorno ad essa e di ritornare da Lui. Narada
rispose che non sarebbe stato facile, ma con la sua Grazia tutto era
possibile realizzare. Iniziò a camminare con il vaso in testa, ma dopo
pochi passi, alcune gocce d’olio traboccarono ungendo tutto il
vaso che diventò scivoloso e difficile da portare. Narada dovette
porre moltissima attenzione per riuscire a camminare senza
rovesciare il contenuto del recipiente e arrivò finalmente alla
meta.
Visnu gli chiese quante volte aveva pensato a Lui durante il
percorso e Narada, dispiaciuto, rispose che neppure per un attimo aveva
rivolto a Lui il pensiero, perché era stato troppo
concentrato sul vaso. Il Signore ribattè che anche il contadino
svolgeva un duro lavoro, ma la sua mente era costantemente rivolta
a Lui. A queste parole Narada comprese l’insegnamento, si prostrò ai
suoi piedi scusandosi con veemenza ed esclamò:
“Coloro i quali ti ricordano costantemente, sia durante le pratiche,
sia durante i lavori quotidiani, sono senza dubbio i tuoi migliori
Devoti!.”
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