OFS unito: una intricata e scomoda vicenda che scuote le coscienze

L'OFS d'Italia è scosso, ormai da qualche anno, dai fremiti di una vicenda che, purtroppo, sembra non essere un semplice confronto dialettico tra diversi modi di intendere e vedere l'Ordine.

In contrapposizione alla necessità di tornare ad una struttura unitaria, sulla quale converge la stragrande maggioranza dei francescani laici del mondo (evidentemente sensibili all'esigenza di una condivisione non solo spirituale con i propri confratelli), si è costituita una strenua opposizione da parte della presidenza nazionale dell'OFS assistito dai Frati Minori.    Una opposizione che si è evoluta, con il passare del tempo, dalle semplici obiezioni verbali al vero e proprio ostruzionismo, al ricorso per vie legali, lasciando spazio, tra un episodio e l'altro, agli "inevitabili" toni intimidatori e velate (non sempre) minacce. 

La vicenda potrebbe essere trascurata (in molti lo vorrebbero, senza secondi fini) trattandosi in fin dei conti di situazioni che non hanno niente a che vedere con la fraternità, la carità, l'amore evangelico.  Lo si avverte da lontano che c'è lo zampino del diavolo!  Proprio per questo sarebbe bene che tutti aprissero gli occhi e osservassero attentamente la situazione.    Chiunque accetta senza obiettare una situazione carica di soprusi, arroganze, torti, insulti, è, seppure indirettamente, partecipe di tali malefatte.

Forse per fortuna o forse per disgrazia (potrebbe essere segno di scarso interesse) la diatriba sulla "opportunità" o meno di procedere all'unificazione, è rimasta circoscritta ai pochi interessati delegati alla guida regionale.    E' stata una fortuna, perché tante disgrazie non hanno afflitto l'animo alle tranquille fraternità locali, tuttavia, le conseguenze nefaste di questa contesa si sono fatte sentire, indirettamente, anche nelle fraternità.

Per quanto ci sia stato il veto da parte della presidenza nazionale (sempre OFS Minori) affinché nessuno potesse proferir parola in pubblico in merito a tali vicende, e tutti avessero rispettato la consegna (compresa la rivista "Tau"), l'organo dirigente regionale (il consiglio), preposto alla guida e responsabile della corretta conduzione delle fraternità locali, è stato impegnato, in tutti i tre anni dal suo insediamento, a rigirare la questione dell'"unità si, unità no, unità forse", trascurando altre seppure più importanti necessità.

Impossibile credere che lo stato d'animo dei responsabili regionali sia nel serafico candore della pace, della concordia e della fraternità, se è vero che il Consiglio regionale è attualmente composto in larga maggioranza da cooptati (mentre nelle Costituzioni Generali dell'Ordine si parla di cooptati soltanto per sopperire alle dimissioni di consiglieri eletti in Capitolo);
se tutti i cooptati sono arrivati prima ed indipendentemente dalle dimissioni di consiglieri eletti;
se più di metà dei consiglieri eletti hanno rassegnato le dimissioni;
se "stranamente" tutti i cooptati sono favorevoli alla linea "romana" che si oppone all'unificazione;
se la Ministra regionale è stata "invitata" a più riprese e da più parti a dimettersi, anche con toni non proprio fraterni;
se la Ministra nazionale ha presieduto più volte il Consiglio Regionale;
se addirittura la Ministra nazionale ha dovuto presentarsi al Consiglio regionale senza invito ufficiale e senza darne preventivo avviso alla Ministra regionale;
se, come si dice, spesso alle convocazioni del C.R. c'è chi si sente in dovere di alzare la voce, denigrare e gettare fango sui propri confratelli.


Può bastare per immaginare quale possa essere lo stato d'animo di chi dovrebbe vegliare sulle fraternità e procurare animazione e formazione spirituale.   Non ci si deve stupire se poi i Consigli di fraternità non vengono rinnovati, se c'è chi guarda con diffidenza agli altri, se nascono beghe per futili questioni, se circolano maldicenze a carico di fratelli o sorelle da sempre rinomati per le loro sante virtù.

 

Il mese di Marzo è prevista la celebrazione del Capitolo regionale.  Guarda caso, proprio nel giorno in cui si svolge l'assemblea nazionale interobbedienziale (di tutte le fraternità OFS d'Italia) dove verrà trattata, manco a farlo apposta, l'unificazione dell'OFS!     Che strana coincidenza!    In questo modo nessuno dei responsabili della regione potrà partecipare all'assemblea nazionale, nemmeno la Ministra nazionale.   Ma ancora più "strana" sembra essere la fermezza posta nel non voler assolutamente spostare la data!   Da parte della Ministra Generale (posta a direzione di tutto l'OFS mondiale), diretta superiore della Ministra nazionale, è giunto l'invito scritto e formale ad astenersi dal celebrare il Capitolo in quel giorno, ma, di questi tempi, non si può più sapere chi detenga l'autorità, e così nessuno sa se questo benedetto Capitolo si dovrà tenere, se sarà valido, a cosa potrà servire.

Chi ha partecipato all'ultima "visita fraterna" della Ministra nazionale (e Assistente nazionale) in vista del Capitolo elettivo, si sarà accorto dell'atteggiamento, quantomeno singolare, mostrato dai visitatori: per loro è tutto tranquillo e normale!   Non s'è spesa una parola su queste vicende che letteralmente deturpano le coscienze!  Come se per loro il problema non esistesse! 

 

Se il Consiglio internazionale dell'OFS ha voluto che l'OFS italiano diventi unico, se la Santa Sede, che identifica l'autorità massima della Chiesa, direttamente ed ufficialmente con proprio decreto, vuole che l'OFS italiano diventi unico, se gli OFS nazionali delle altre assistenze vogliono che l'OFS italiano diventi unico, se il Ministro Generale dei Frati Minori vuole che l'OFS italiano diventi unico (lo ha detto anche a Chiampo), se la Santa Regola istituita dal Papa e le Costituzioni Generali impongono che l'OFS italiano diventi unico, se la stragrande maggioranza dei professi desiderano che l'OFS italiano diventi unico......
Perché una agguerrita pattuglia di "illuminati" si oppone?
Perché le ragioni addotte per giustificare questa posizione sono tanto cavillose e contorte da risultare  incomprensibili?
Quali forze irresistibili consentono loro di calpestare i precetti evangelici  che chiedono prima di tutto carità, comprensione, condivisione, fraternità?
Cosa induce a tanto accanimento per una faccenda che, apparentemente, non porta guadagno e benefici a nessuno?
Come è possibile accettare il deterioramento della stima e dell'affetto di un fratello per questioni che non risultano vitali?
Qual'è la reale posta, per la quale le persone sono disposte anche a dire cose non vere?
Quale inconfessabile ragione ci ha obbligati a passare l'anno del Grande Giubileo di riconciliazione immersi in questa melmosa diatriba?

 

Tante pesanti domande che meritano risposte, ma le risposte, purtroppo, non arrivano.

Qualcuno ha azzardato che la sorgente di tanti mali si trova a Roma ed ha le sembianze di un fabbricato avvolto dalle impalcature.
Per altri il germe della discordia è sempre a Roma ma è da ricercare sul calendario, sulla data di insediamento del Consiglio nazionale (o più precisamente della presidenza) che, con minimi avvicendamenti, mese più, mese meno, ha compiuto o compirà a breve il suo primo decennio in carica.
I più maliziosi hanno ipotizzato un coinvolgimento diretto dei frati che con l'unità dell'OFS temono di perdere la proprietà su vari beni immobili sparsi per la penisola.  
Per alcuni maligni, invece, esiste un piano ben architettato per portare alla creazione di un nuovo terz'ordine (o una associazione) legato ai Frati Minori e totalmente indipendente dal vero OFS.

Ci sono indizi per confermare tutte le ipotesi.   Quel che risulta più evidente ed inquietante è l'impegno e la minuziosa attenzione posta da quanti cercano di frenare il processo di unificazione.   Mai nella dirigenza OFS s'era visto un tale  interesse e dispendio di energie, neanche nelle campagne per la vita o per il sostegno degli affamati!

 

Ad ogni fraternità, ad ogni ministro e ministra, ad ogni consigliere, ad ogni professo e professa è chiesto di prendere una decisione:   vuoi stare con la Chiesa e con l'Ordine Francescano Secolare, che con i loro decreti e disposizioni vogliono che l'OFS italiano diventi e resti un unico Ordine;  o preferisci schierarti con chi si oppone all'autorità costituita  e con lusinghe e minacce vuole portarti,  senza  spiegazioni, da chissà quale parte?

La situazione è grave, le scelte sono inevitabili, tutti hanno il diritto ed il dovere di informarsi su di una vicenda di così grande importanza che li coinvolge.    Presso le fraternità promuovete il dialogo, chiedete i documenti, parlatene, non aspettate che sia troppo tardi, che il tarlo della gelosia e dell'invidia penetri e si diffonda.  Scrivete le vostre opinioni, esprimete i vostri giudizi.

 

Soprattutto, osservate attentamente, perché l'albero si riconosce dai suoi frutti!