IL DECALOGO

scheda nona

 

PREMESSA

Il salmo 118 commenta l’importanza della Legge del Signore. Continua la meditazione del salmo 18 che aveva concluso: l’osservanza della Legge rende sapiente anche il povero ignorante, anche colui che non ha una cultura elevata. La Legge lo rende capace di interpretare la vita e di darle significato in mezzo alla confusione dei cosiddetti sapienti.

Il regista Krzysztof Kieslowski, ponendosi di fronte alla Legge come un agnostico di buona volontà, fa eco alla sicurezza dei salmi affermando che queste dieci frasi ben scritte cercano di regolare i rapporti fra la gente. Sono interessanti perché nessuna ideologia le ha mai messe in discussione. Tutti siamo d’accordo sul fatto che sono giuste, ma, al tempo stesso, le violiamo tutti i giorni. Per questo il sapiente e l’intelligente di oggi è più handicappato dell’ignorante nel leggere gli avvenimenti della propria esperienza.

DECALOGO non è una serie di lezioni di catechismo, ma un contributo antropologico alla preevangelizzazione, quasi un grido dell’uomo contemporaneo verso l’Alto affinché…Utinam dirumperes coelos et descenderes… (magari tu squarciassi i cieli e discendessi…).

 

NON DESIDERERAI LA DONNA D’ALTRI

LETTURA DEL DOCUMENTO

 

La prima immagine che ci viene proposta è quella di una donna che si sveglia di soprassalto invocando il nome di un uomo: Roman. Subito dopo vediamo un uomo che sta a consulto da un medico, il quale gli fa fare anzitutto il bilancio delle donne che ha avuto (una quindicina) prima di dirgli che dagli esami cui si è sottoposto risulta un dato chiaro e irreversibile: è impotente. Segue una ulteriore domanda se è sposato e se la moglie è ancora attraente e alla risposta che sì viene una ventilata proposta di offerta di divorzio.

L’uomo guida sconcertato e provoca un brusco testa coda della vettura prima di accasciarsi sconfortato sul volante. Passa per strada il comandamento su una bici che trascina un carretto: scruta nella vettura e se ne va.

L’uomo si chiama Roman e alla bella moglie che gli chiede del viaggio a Zagabria (scopriamo che l’uomo è un chirurgo, probabilmente famoso) risponde affrettandosi a passare al racconto del responso sulla sua impotenza offrendole la soluzione del divorzio.

La donna si chiama Hanka e risponde al marito che l’amore non sta nel sesso e che per lei ciò che ha più importanza è l’amore per il suo uomo: non ci sono altri amori nella sua vita.

Roman ci si presenta nelle vesti di chirurgo all’ospedale dove viene interpellato da una ragazza che se subisse un intervento al cuore, magari da lui, potrebbe soddisfare il desiderio della madre che per la sua bella voce la vorrebbe cantante lirica. Il suo cuore basterebbe per una vita normale, ma non per subire lo sforzo che richiede la partecipazione al canto. Parlando di musica indica all’uomo un autore che questo non conosce.

Roman sta ascoltando il disco appena acquistato di quell’autore quando entra Hanka. La donna rivela una certa inquietudine. Le parole rassicurano, ma una telefonata per Hanka mette in moto un meccanismo, rinforzato da un quaderno del sesto corso di fisica che compare nello scomparto dei documenti del cruscotto che si apre a un sobbalzo: la gelosia.

Roman monta un impiantino di intercettazione delle telefonate di Hanka. Getta in pattumiera il quaderno e se ne pente immediatamente, ma già vi è stato versato sopra del pattume che lo ha lordato: comunque recupera e ripone al vecchio posto il documento. Approfitta di una commissione che Hanka gli chiede di fare nella casa della madre di lei che sta in vacanza per fare copia della chiave. Spia la moglie che si intrattiene in quella casa con un giovane. Ne cerca il recapito telefonico nel borsello di Hanka mentre questa dorme. La gelosia lo divora.

Hanka si accorge dello strano atteggiamento di Roman e forse intuisce e quando il suo giovane la chiama per un ulteriore appuntamento ne fissa l’orario. Roman ha intercettato la telefonata e, nascosto in un armadio dell’appartamento, segue il colloquio di congedo della donna dal giovane. Questi se ne va di malavoglia. Vorrebbe anzi offrire nuovi motivi all’approccio ma la donna lo congeda di brutto. Subito dopo ella si accorge della presenza di Roman che, avvilito, le racconta le imprese della sua gelosia, anche se non ne avrebbe il diritto, anche se ripropone la libertà alla moglie. Questa ritorna, nel suo sconcerto, alla riproposta del suo amore, avviando una pratica di adozione di quel figlio o figlia che essi non hanno mai voluto.

Roman ha operato la ragazza ed essa gli dice di sentirsi diversa, di avere qualcosa di più: ora vuole cantare. Però è risentita con Roman perché ha perduto i sogni semplici di prima.

Hanka decide per un periodo di distacco: andrà a sciare in montagna. Roman non è ancora guarito dalla sua gelosia. Il giovane studente non sa darsi pace per aver perso l’amante: si informa e raggiunge, senza che Hanka lo sappia, la località turistica. Intanto Roman, che non si dà pace, telefona all’indirizzo del giovane e si sente dire che è andato a sciare proprio dove sta sua moglie. Siamo al culmine. Hanka reagisce bruscamente all’arrivo del giovane e, presagendo quanto sta già accadendo, corre al telefono. Le solite lunghe chiacchiere inutili di chi è stato anche gentilmente favorito di precedenza le fanno perdere la possibilità dio contattare Roman. Allora prende il primo mezzo per Varsavia.

Roman, con la sua bici corre dove lo porta la disperazione, incrocia il comandamento con bici e carretto il quale, quando Roman precipita dal ponte, gli passa vicino, constata e se ne va.

Hanka, sul telefono di casa, trova il messaggio scritto di Roman e crolla nello sconforto. Roman, dal lettino dell’ospedale, si fa comporre il numero di casa e con voce flebile ristabilisce la comunicazione.

 

INDICAZIONI DI LETTURA

 

In Decalogo il regista ha voluto dare un volto umano al comandamento. Sarà opportuno individuare l’attore (sempre lo stesso) che rende la metafora. Il comandamento è presente, anche in forma accentuata, nelle situazioni e nei momenti più carichi di tentazione alla violazione. Dopo la trasgressione, a volte, appare per costatare amaramente.

 

Se il cinema è sempre metafora, questi documenti corredano LA METAFORA di numerose altre. Kieslowski ha affermato che è sempre stata sua premura di togliere qualunque inquadratura, qualunque dettaglio, qualunque azione che non entrasse strettamente nella economia del messaggio. Per questo sarà opportuno individuare il massimo numero di simboli cercando di interpretarli.

 

Sempre ampio è il quadro di lettura e sempre attento a discendere valle radici del problema. Assai importante sarà analizzare tutte le situazioni di trasgressione e il gioco della gelosia che non ammette nell’altro ciò che impunemente si è fatto.

Altrettanto utile sarà analizzare quando siamo d’altri e perciò da non lasciarci desiderare, ne’ desiderare gli altri quando non ci appartengono: la metafora dell’impotenza aiuta a collocarci al cuore del problema sull’eterna dialettica sesso amore.

Sembra inoltre che (qualcuno forse potrà andare anche alla ricerca del significato dei nomi che qui trascuriamo) la professione di Roman non sia casuale (cardiochirurgo), e neppure casuali i colloqui con la ragazza che diventa un’altra dopo aver subito l’intervento al cuore.

Interessante la metafora di Roman che sorregge l’imbuto sul serbatoio di un altro, della pattumiera e del pattume sopra l’indizio riesumato a fondamento della gelosia.

Inoltre va letto con estrema attenzione l’enigmatico simbolo del comandamento e il suo preciso apparato oltre che la sua presenza in determinati momenti.

Sarebbe interessante una interpretazione della stravagante foto di Giovanni Paolo II° inviata dal giovane amante ad Hanka.

 

PER UN PASSAGGIO ALLA CATECHESI

 

Il discorso della montagna è l’integrazione perfetta del comandamento che diventa esigente con quel "se uno guarda con desiderio una donna ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore".

Tutta la vita di Gesù, nel suo rapporto, in particolare con le donne, è specchio di una profonda libertà dal sesso per cogliere la genuinità del possesso d’amore.

Non andrà senz’altro dimenticato il passo di Ezechiele che promette a nome di Dio: "Vi darò un cuore nuovo…Toglierò il vostro cuore di pietra per donarvi un cuore di carne".